Mamme: capire la gelosia per il fratellino

Mamme: capire la gelosia per il fratellino

La gelosia nei confronti del fratellino può essere vissuta in modo pesante, specialmente se il bambino più grande ha una etò compresa tra i due e i cinque anni, per cui non ha ancora maturato la volontà di sapere che cosa pensa e che cosa vuole oltre ai desideri primari

da in Bambini, Psicologia
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    Bambini

    I bambini all’inizio sono molto contenti, la mamma annuncia l’arrivo di un bambino e l’entusiasmo e l’attesa fanno sì che alla nascita del fratellino o della sorellina l’affetto e la gioia siano molto forti, ma dopo un poco, col passare dei giorni, il figlio maggiore sia accorge che il minore richiede attenzioni lunghe e continue, si sente trascurato e comincia ad essere geloso: come risolvere con successo?

    Tra i membri della famiglia è normale che i fratellini siano un pochino gelosi l’uno dell’altro, ma bisogna stare attenti a fare in modo che la gelosia non sia motivata da vere differenze nel modo di trattare i due bambini e anche che il bambino più grande non reprima troppo dolore.

    Va detto che i bambini nei primi anni di età non sono ancora in grado di capire l’importanza della reciprocità e della condivisione, etc .. sarà per lui invece più facile capire che il nuovo arrivato non è un bambolotto, ma un piccolo bambino che dorme, mangia, ha bisogno di attenzioni continue e piange tantissimo.

    I momenti più duri per aiutare i bambini a maturare insieme al fratellino sono quelli in cui il bambino maggiore ha 2 o 3 anni, per cui maturerà sicuramente forme di gelosia e di invidia per il fratellino, normali, ma che hanno bisogno dell’intervento dei genitori per colmare i vuoti e le carenze.

    Inserire in questa fase della vita del bambino un fratellino, non è consigliato, anche se è una abitudine diffusa, perché in questo periodo il bambino sta maturando l’esperienza della volontà, il periodo del no, di conseguenza il rischio è di maturare un bambino refrattario o conformista.

    La gelosia del bambino di 5 anni, invece, è del tutto diversa, essendo in lui maturato il senso della autonomia e della volontà, comincerà eventualmente a manifestarla imitando il fratellino: pianti, pipì a letto, gola, in questo modo cercherà di attirare su di sè l’attenzione, ma specialmente di riuscire a scaricare la tensione interiore.

    I bambini che non si pronuniciano sono i più sospetti: un bambino che non dice niente anche se dimostra serenità può aver accumulato dentro di se rabbia e fraustrazione. Aiutarlo comunque a vivere la situazione in modo leggero e e seguirlo nelle sue vicende lo aiuterà a scaricare i sentimenti negativi che ha dentro di sè.

    Se il figlio maggiore non è contento ed è geloso gli va data la possibilità di pronunciarsi e di dirlo: non si deve mai reprimerlo se esprime la rabbia, ma cercare di fare in modo che la sua rabbia si scarichi. Se il bambino non scarica la tensione la gelosia e la frustrazione aumenteranno per sfociare poi in non si sa quale reazione, magari anche a distanza di anni.

    Meglio viverlo subito, per il bambino che arriva e per quello che già c’è.

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