Malattie sessualmente trasmesse: servono le visite preventive dall’andrologo

Malattie sessualmente trasmesse: servono le visite preventive dall’andrologo

Tanta disattenzione si riflette anche su un’ignoranza anche verso i metodi contraccettivi al maschile ed al femminile soprattutto fra i giovanissimi che non a caso sono toccati eccome dal problema se si considerano tutte le malattie sessualmente trasmissibili cui vanno incontro

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    Chissà perché, la donna di norma si sottopone con una certa regolarità alle visite ginecologiche, pap test, mammografia, per citarne solo due, quando invece si parla di uomini il discorso cambia totalmente e sembra proprio un’eccezione considerare un uomo che presta la stessa attenzione alla propria salute riproduttiva al pari delle donne.

    Eppure ormai la scienza medica ne è certa, chi disattende la cura e la prevenzione del proprio apparato riproduttore può avere serie ripercussioni sulla propria salute e di quella del proprio partner. “Da anni le malattie sessualmente trasmissibili – spiega il professor Andrea Lenzi, direttore del dipartimento di fisiopatologia medica dell’Università La Sapienza di Roma – sono in aumento tanto che costituiscono uno dei più seri problemi di salute pubblica in tutto il mondo, sia nei paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo. E questo perché, in primo luogo, le patologie non curate tendono a creare problemi nel tempo”.

    Tanta disattenzione si riflette anche su un’ignoranza anche verso i metodi contraccettivi al maschile ed al femminile soprattutto fra i giovanissimi che non a caso sono toccati eccome dal problema se si considerano tutte le malattie sessualmente trasmissibili cui vanno incontro. Si pensi solo a quanto sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità quando ammette che escludendo l’AIDS le malattie sessualmente trasmesse hanno una rilevanza quantizzata in ben 333 milioni di casi nel mondo; un vero problema sociale.

    Dunque serve conoscenza e consapevolezza soprattutto da parte dei giovanissimi verso queste problematiche; a questo serve la campagna di sensibilizzazione Amico andrologo, fatta in collaborazione con l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, con il dipartimento di Fisiopatologia medica e con la Società italiana di andrologia e medicina della sessualità (SIAMS), ha come obiettivo di acquisire dati e diffondere informazioni sulla salute dei giovani maschi al fine di impostare strategie di prevenzione primaria e secondaria per la salute riproduttiva e sessuale.

    Ciò anche per avvicinare gli uomini all’andrologo uno specialista che riesce a diagnosticare spesso sul nascere eventuali patologie prima che diventino più impegnative. Lo stesso varicocele che ha un incidenza sui giovani pari all’11% che causa, se trascurato, sterilità potrebbe essere trattato adeguatamente e facilmente al suo primo esordio. Parliamo di una malattia che determina il reflusso del sangue al testicolo generando la comparsa di vene varicose, si risolve con un’operazione ma se trascurato può essere causa di infertilità. Stesso discorso vale per il criptorchidismo che interessa oltre il 2% dei bambini a 3 mesi; le gravi alterazioni dell’asta e dell’uretra (0,9%).

    Il primo controllo dall’andrologo l’uomo dovrebbe farlo ad un’età di 12/13, ovvero, prima che molte patologie assumano quella rilevanza che le rende difficili da trattare, così come, a detta degli specialisti la visita dovrebbe essere fatta intorno ai 18 anni soprattutto per trattare adeguatamente quelle infezioni che già infastidiscono il paziente ma che vengono trascurate con la consapevolezza che possano risolversi da sole, ma spesso così non è proprio.

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