Malattie sessualmente trasmesse: aumenta il numero fra i giovani

Malattie sessualmente trasmesse: aumenta il numero fra i giovani

Dunque un incremento del 7,6% del numero di pazienti che lamentano i problemi appena visti e che hanno riguardato quest’anno giovani di età compresa fra i 15 ed i 25 anni con un’impennata di casi di condilomi, l’8,2%, di sifilide, quasi il 4%, di patologie ascrivibili alla gonorrea in ragione dell’uno e cinquanta per cento, dell’HIV di poco più dell’1% microplasmi di quasi l’1% e altrettanto sono aumentati i casi di Herpes Simplex ai genitali

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    profilattico

    In un mondo che cambia dove la comunicazione è sempre più alla base dei rapporti fra la gente, sembrerebbe scontato che alcune malattie, che risentono proprio della mancanza di comunicazione, dovrebbero contarsi sempre di più sulle punta delle dita di una mano ed invece, ecco la sorprendente e sgradita sorpresa, negli ultimi tre anni sono aumentati fra i giovani le malattie sessualmente trasmesse di ben il 25% .

    Veramente sconcertante, ma i dati sono quanto mai reali se si pensa che derivano dal Centro per le malattie sessualmente trasmesse del Policlinico di Milano. «Vediamo praticamente un nuovo caso di sifilide ogni giorno – spiega Marco Cusini, responsabile del Centro – e le proiezioni dopo i primi 6 mesi del 2009 per i condilomi ci dicono che i nuovi casi sono raddoppiati dal 2006. In lieve aumento anche i nuovi casi di Hiv, 10% in più del previsto rispetto al 2008 e 25% rispetto al 2006».

    Dunque un incremento del 7,6% del numero di pazienti che lamentano i problemi appena visti e che hanno riguardato quest’anno giovani di età compresa fra i 15 ed i 25 anni con un’impennata di casi di condilomi, l’8,2%, di sifilide, quasi il 4%, di patologie ascrivibili alla gonorrea in ragione dell’uno e cinquanta per cento, dell’HIV di poco più dell’1% microplasmi di quasi l’1% e altrettanto sono aumentati i casi di Herpes Simplex ai genitali.

    Da dire che su cento pazienti visitati al Centro, 85 sono italiani, il resto è rappresentato da stranieri, ma si capisce bene che il numero degli stranieri non è facilmente quantificabile per due ragioni, l’ignoranza di parte di queste popolazioni rispetto a patologie del genere, così come è anche possibile che difficilmente uno straniero, se ad esempio, clandestino o se condizionato dal proprio credo religioso o da propri convincimenti derivanti dalla propria cultura, acceda a questo tipo di strutture.

    In ogni caso ecco la proporzione per gli stranieri per la maggior provenienti dal Sud America (4,6%), dall’Est Europa (3,7%), e africani (3,7%). Seguono gli orientali, australiani e neozelandesi e, infine, nord americani.

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