Malattie Rare: per le pazienti non è esclusa la maternità

Malattie Rare: per le pazienti non è esclusa la maternità

Nella clinica milanese si erano infatti registrati ricoveri di pazienti affette da talassemia maior ed un’altra malattia grave a carico delle ossa e delle articolazioni, ciò non ha evitato a queste persone la maternità

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    Clinica Mangiagalli

    Ma chi l’ha detto che una donna affetta da una malattia rara non possa aspirare anche lei alla maternità… con una patologia rara si può invecchiare e avere anche figli, come dimostra quanto accaduto alla clinica Mangiagalli di Milano: dove dal 2006 sono state più di 30 le pazienti che hanno potuto affrontare la maternità nonostante le difficoltà della malattia ed i farmaci da assumere.

    Nella clinica milanese si erano infatti registrati ricoveri di pazienti affette da talassemia maior ed un’altra malattia grave a carico delle ossa e delle articolazioni, ciò non ha evitato a queste persone la maternità. L’evidenza della Casa di Cura meneghina dimostra bene come l’approccio e la qualità della vita di molti pazienti affetti da malattie rare è ben diverso rispetto ad un tempo, quando il paziente era relegato ad una vita in solitudine e privato delle normali attività rispetto alle persone sane.

    Grazie al progresso medico-scientifico, molte patologie rare non sono più una condanna alla morte precoce e chi ne soffre riesce a diventare adulto e genitore. “L’aspettativa di vita delle persone affette da malattie rare notevolmente aumentata nell’ultimo decennio – conferma Ferruccio Bonino, direttore scientifico della Fondazione – grazie a una maggiore conoscenza delle malattie stesse e in alcuni casi per la disponibilità di nuove terapie.

    Ciò nonostante, i tassi di morbilità e mortalità rimangono ancora alti. Questo è particolarmente evidente nel caso in cui le Istituzioni non abbiano favorito la costruzione di percorsi di diagnosi e cura, e non vi sia progettualità per la transizione assistenziale dall’età pediatrica all’età adulta”.

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