Malattie rare: a rischio il centro italiano per le angiodisplasie

Si trova in provincia di Milano, per la precisione a Garbagnate Milanese, il centro d’eccellenza a livello nazionale, per il trattamento delle angiodisplasie, malattie rare e gravi, caratterizzate da malformazioni dei vasi sanguigni, con frequenti emorragie. Un centro importante che potrebbe, però, presto i chiudere i battenti.
La Direzione Generale dell’Ospedale Salvini ha, infatti, comunicato l’intenzione di inglobare il reparto Below di chirurgia vascolare, dove viene trattata l’angiodisplasia, all’interno dell’ortopedia, a partire dal prossimo 17 maggio.
Non una vera chiusura, quindi, ma un accorpamento che, però, equivarrebbe alla condanna a morte del centro, secondo Vera Puoti, referente dell’Associazione Italiana Angiodisplasie: “In realtà è una chiusura i medici e i pazienti saranno costretti in locali non adatti, con solo 15 posti letto, assolutamente non sufficienti per coprire le richieste che vengono da tutta Italia e anche dall’estero”.
Anche i bagni saranno promiscui tra uomini e donne e le barriere architettoniche esistenti non consentiranno il passaggio delle carrozzine. E non si tratterà solo di problemi di spazio, come preannuncia il direttore del reparto, il dottor Raoul Mattassi: “Prevedo una fuga dei nostri infermieri che non sono disposti a lavorare in condizioni così difficili”.
Un duro colpo per i pazienti che arrivano al centro da tutto il mondo per sottoporsi a operazioni ripetute di chirurgia vascolare, attualmente l’unica terapia per le angiodisplasie. Per loro si prospettano liste di attesa sempre più lunghe: “La degenza normale è di circa una settimana per effettuare l’operazione, ma ci sono casi difficili che necessitano di molto più tempo. Inoltre i pazienti devono tornare più volte, e in queste condizioni non si riuscirà a far fronte alla domanda” sottolinea ancora Vera Puoti.
A nulla sembra valsa, quindi, la petizione condotta dall’Associazione Italiana Angiodisplasie, con una raccolta di migliaia di firme e neppure le rassicurazioni arrivate il 22 aprile da Roberto Formigoni. Ma da più parti si sollevano cori di disapprovazione, come quello di Corrado Stillo, responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”: “Sembra impossibile che l’Assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, per risparmiare sullo stipendio di poche unità di infermieri, faccia morire un’area di rilevanza sovranazionale e di importanza fondamentale per numerosi pazienti quale il Below di Garbagnate Milane”.
Ancora una volta, quindi, a rimetterci potrebbero essere i pazienti, in particolare quelli già più sfortunati perché colpiti da malattie rare che, proprio per la loro relativamente ridotta diffusione, vengono spesso “accantonate” dalla ricerca e dalla medicina. Ci uniamo al pensiero di Corrado Stillo: “Ci auguriamo che il tanto decantato modello sanitario della Lombardia non vada a colpire e penalizzare i malati rari, ridimensionando uno dei centri di eccellenza che in Italia è all’avanguardia per il trattamento della angiodisplasia”.
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Lun 10/05/2010 da Valeria G.
Certamente: come specificato, si tratta del reparto Below di chirurgia vascolare
Segnala abusoMi chiamo Lucia e dal 1978 sono una paziente del reparto di chirurgia vascolare dell’ospedale Salvini di garbagnate Milanese. Vi sono approdata dopo anni di inutili pellegrinaggi in vari studi medici di mezza Italia.
Il reparto è stato fondato intorno agli anni 70 da Tattoni Guido, allievo di Edmondo Malan padre della chirurgia vascolare in Italia.
Si è poi specializzato negli anni nel trattamento delle angiodisplasie, che al suo interno costituiscono una parte rilevante delle patologie che vengono curate in modo efficace.
Sono seriamente preoccupata per il mio futuro in vista dell’accorpamento del reparto ad ortopedia.
Non sono tra le pazienti che ne usufruiscono piu spesso ma nondimeno penso a cosa mi succederà un domani quando i medici che attualmente ci curano saranno in pensione e quasi sicuramente avremo meno posti letto a noi dedicati per i ricoveri.
La situazione non si prospetta bella.
speriamo la regione lombardia capisca che l’angiodisplasia merita più attenzione.
lucia
Ciao Lucia, non so se risponderai a questa mail. Mi chiamo Giuliana son del 68 e dalla Nascita soffro di angiodisplasia all’ arto sx inferiore e gluteo sx. Son stata per anni in cura presso il policlinico zonda a Milano con il dottor Malan……poi basta. Ora mi si presenta la necessita di un serio controllo e si prospetta un intervento all’ anca che non si sa se si puo’ fare. Mi ha colpito la tua mail e volevo chiederti se sai indirizzarmi un numero , un medico ….qualcuno a cui rivolgermi.Ti ringrazio per l’aiuto .
Giuly













credo vada specificato che il reparto non è dedicato ufficialmente al trattamento dell’ angiodisplasia, perché questa, come malattia rara ancora non riconosciuta, per la sanità NON ESISTE. Tant’è che i DRG considerano i delicati trattamenti chirurgici necessari, alla stregua di sclerosanti per vene varicose e come tali li pagano. I malati di angiodisplasia però fino ad adesso hanno trovato qui le mani esperte e l’esperienza diagnostica di un paio di medici che sono tra i pochi al mondo impegnati nello studio e nel trattamento di questa patologia. Soprattutto per quanto riguarda gli adulti.
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