Malattie polmonari: un nuovo cocktail di farmaci potrebbe sconfiggere le più importanti

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    Rinite, Asma, Bronchite

    Le malattie polmonari nel mondo crescono e non si vede come questo potrebbe non accadere, stante l’evidenza dei picchi degli inquinanti immessi nell’aria soprattutto nelle regioni più progredite del pianeta.La medicina ufficiale ha tuttavia dichiarato una vera e propria guerra alle malattie polmonari, dalle meno impegnative, non per questo trascurabili, perché aprono la strada a serie complicazioni tutt’altro che banali, ai veri e propri attacchi all’intero apparato respiratorio con conseguenze, a volte, molto, ma molto serie.

    Con questa sorta di editto della Comunità Scientifica con un grande dispiego di forze rappresentate dalla moderna farmacologia, si punta a debellare molte malattie ad andamento cronico che finiscono per attentare alla vita stessa dei pazienti coinvolgendo anche organi in stretta correlazione con l’apparato respiratorio, in primis, l’apparato cardiovascolare, ciò oltretutto alla luce del riscontro che mitigare gli effetti più aggressivi di una patologia polmonare, anche se non sempre in grado di risolvere la patologia, presenta la possibilità di rendere la qualità della vita di un paziente più accettabile e migliore, atteso che molte patologie bronco-polmonari, alla lunga, finiscono con l’invalidare chi vi soffra.

    Si è partito esaminando una popolazione a noi sicuramente lontana ma che come noi presenta più o meno gli stessi rischi di morbosità di quanto si rileva nelle nostre città, ovvero la popolazione canadese dove, secondo un rapporto della Lung Association, vi sarebbero un milione e mezzo di persone affette da enfisema polmonare, bronchite cronica, e di “Copd” (Chronic obstructive pulmonary disease), ovvero una situazione patologica che colpisce in particolar modo i fumatori.

    Quest’ultimi pazienti sarebbero, ancora secondo il rapporto della Lung Association, ben 1 milione e seicento mila, tantissimi, al punto che superano il numero di tutti gli ammalati di altre patologie polmonari ma che sfuggono alle statistiche perché finchè non intervengono altre complicazioni polmonari, tali pazienti non sanno di essere affetti da alcuna malattia.

    Un cocktail di nuovi farmaci

    Lo studio canadese, comunque, non aveva l’unico obiettivo di verificare lo stato di salute dei abitanti del Canada, semmai di verificare l’efficacia di un nuovo approccio terapeutico per i broncopatici tanto da sperimentare su 5.300 pazienti sparsi in 40 Paesi degli States, Canada incluso, per tre anni e sotto la guida di Bartomele Celli della Tufts University School of Medicine, un cosiddetto cocktail di farmaci dai risultati molto interessanti ed incoraggianti.

    Purtroppo in atto non è stato reso noto il singolo principio attivo dei farmaci entrati nella cura di queste malattie, anche perché lo studio è in corso, ma parrebbe interessante osservare che le sostanze farmaceutiche somministrate si sono rivelate preziose per rallentare l’alterazione di bronchi e polmoni di chi è interessato al “Copd” e se si pensa che questa alterazione patologica d’organo è spesso il primo passo verso le più gravi patologie polmonari si comprende bene come il passo potrebbe davvero essere breve perché si disponga di nuove ed efficaci farmaci contro le più comuni malattie a carico di bronchi e polmoni.

    Fra gli scienziati c’è grande attesa per la verifica dei risultati dello studio di Celli. «I pneumologi di tutto il mondo – ha dichiarato John Heffnes, specialista americano – sono disperatamente alla ricerca di qualcosa in grado di rallentare gli effetti del “Copd”. Ora attendiamo questo studio».