Malattie oculari: anche il pc gravemente indiziato

Malattie oculari: anche il pc gravemente indiziato
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    Monitor pc

    Potrebbe diventare un nuovo allarme sociale sanitario, vista la diffusione che il computer ha avuto e sta avendo in maniera ubiquitaria in tutti i Paesi maggiormente sviluppati; si pensi che il pc fa parte della dotazione di una qualsiasi azienda, casa, ufficio, un fatto sicuramente positivo ma che nasconde anche delle insidie, che riguardano la vista.

    “La legge n. 626 (e successivi aggiornamenti) regola, a livello europeo e italiano, le problematiche per i lavoratori che fanno uso di terminali con un’attività lavorativa dalle 3 alle 8 ore al giorno – spiega il dottor Francesco Loperfido, Responsabile del servizio di Oftalmologia generale presso l’Unità Operativa di Oftalmologia e Scienze della Visione dell’Ospedale San Raffaele di Milano e consulente della Commissione Difesa Vista – Questa attività quindi coinvolge differenti settori di lavoro: da quello sanitario a quello amministrativo in generale”.

    Si tratta di capire quali sono le patologie connesse con l’utilizzo dei pc: “Innanzi tutto bisogna fare una distinzione – spiega Loperfido – Normalmente l’attività al VDT è di due tipi: passiva, ovvero l’operatore immette tramite tastiera dati che legge su un supporto cartaceo oppure attiva, l’operatore guarda delle immagini sul monitor e non ha necessità di leggere supporti cartacei, quindi sposta lo sguardo solo dalla tastiera al monitor e viceversa. In entrambi i casi l’operatore deve effettuare delle regolazioni per ottimizzare la situazione di lavoro”.

    Ne consegue dunque che per evitare problemi alla vista bisogna assolutamente fare in modo che, sia la postura, così come le luci, il modo in cui ci si siede davanti allo schermo, fin’anche la qualità di quest’ultimo siano corrette atteso che molti dei disturbi citati possono manifestarsi immediatamente dopo una giornata di lavoro davanti al pc o nel tempo.

    A seconda dei disturbi accusati da chi lavora al computer si possono avere conseguenze diverse, ad esempio, il miope che non corregge il suo problema con adeguati lenti, tenderà a sovraccaricare i muscoli del collo a causa della postura sbagliata che assumerà nel tentativo di avvicinarsi al monitor per cercare di scorgere al meglio ciò che l’apparecchio trasmette visivamente, la conseguenza sarà diretta anche agli occhi che alla fine della giornata risulteranno arrossati, a volte persino tumefatti per via dell’estrema vicinanza con lo schermo.

    Ben altra sarà la situazione dell’ipermetrope, che ha il problema opposto: dopo un po’ i caratteri si sdoppiano e tende ad allontanarsi dallo schermo, problema che si accentua con la presbiopia. Infine gli astigmatici tendono ad avere posture lateralizzate per compensare astigmatismi elevati. Tutte queste “accomodazioni” possono provocare una serie di disturbi che prendono il nome di astenopia accomodativa”.

    Come ammettono gli specialisti la conseguenza di quest’ultima situazione clinica si concretizza con contingenze che raggruppano tutta una serie di disturbi a cominciare dalla fotofobia, una vera e propria intolleranza alla luce vista più come fastidio che può conclamarsi anche con riduzione della capacità a vedere e a mettere a fuoco, cui può aggiungersi prurito oculare, lacrimazione profusa, fin’anche nausea, mal di testa, vertigine; insomma, nell’anamnesi di un paziente che si rivolge al medico con uno o più di questi disturbi dovrebbe figurare, fra l’altro, la descrizione al curante della propria attività, spesso professionale, che prevede lo stazionamento per lunghe ore al giorno, davanti al pc di casa o dell’ufficio.

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