Malattie mentali: perchè sono in aumento?

Malattie mentali: perchè sono in aumento?

Una cosa è certa, gli italiani in analisi sono centuplicati, solo uno di questi centri attrezzato per curare i disagi mentali a vario titolo afferma che negli anni sessanta poteva contare su un numero di pazienti che non superava i 50/60, mentre oggi il numero è salito a 930

da in Ansia, Farmaci, Malattie
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    depressi

    Ma qual è la causa che sta facendo diventare gli italiani tutti nevrotici? Cosa sta determinando una impennata di malattie mentali, perché anche i bambini e gli adolescenti cominciano a soffrire anche loro di questi disagi al punto che le strutture sanitarie cominciano ad occuparsi seriamente del problema?

    Una cosa è certa, gli italiani in analisi sono centuplicati, solo uno di questi centri attrezzato per curare i disagi mentali a vario titolo afferma che negli anni sessanta poteva contare su un numero di pazienti che non superava i 50/60, mentre oggi il numero è salito a 930 .

    Bisogna anche dire però che il concetto che la gente s’è fatta dell’analisi è ben diverso rispetto a quello di mezzo secolo fa; un tempo si riteneva, ad esempio, che la depressione non fosse una malattia ma uno stato d’animo addirittura più o meno esagerato dal paziente che voleva attrarre a sé l’attenzione altrui. E che dire degli stati d’ansia, un tempo del tutto trascurati dalla medicina, per non parlare della totale ignoranza nei confronti di tutte le fobie, oggi affrontate in maniera scientifica così come avviene ad esempio con le crisi panico, vissuti come una vera e propria malattia.

    Di certo la psicoanalisi è uscita dalla nicchia in cui era relegata 30 anni fa: “All’epoca andare in analisi era un vanto culturale per pochi, mentre per tutti gli altri equivaleva a essere matti. Oggi si vive in modo più laico, è uno strumento per stare meglio”. Nel frattempo sono crollate le strutture che reprimevano ma anche regolavano la vita degli italiani, dalla famiglia alla Fede: “Prima eravamo tutti inibiti, afferma Stefano Bolognini Presidente della Società Psicoanalitica Italiana, “Prima eravamo tutti inibiti – sintetizza impietosamente Bolognini – oggi siamo squinternati.

    I pazienti avevano un super Io schiacciante, con pesanti inibizioni relazionali, sociali e soprattutto sessuali, oggi invece manca il freno, i limiti, e molti perdono la direzione”. E i malesseri aumentano, insieme alle difficoltà di tutti i giorni.

    Ciò non toglie che al di là delle migliori conoscenze in questo campo che oggi si hanno, non si può dire manchino le occasioni per ricorrere all’analisi; si parte dalla crisi economica con il clima di incertezza che alberga in molti italiani, la stessa incertezza per il futuro cui si aggunge il diverso ruolo della famiglia che non sempre riesce a rappresentare quel rifugio che era un tempo.

    E, infine, occhio ai giovani, Sono frequentissimi i casi di giovani che passano la giornata davanti al monitor del Pc per giocare o navigare sul web, il che aggrava fortemente le tendenze autistiche di molti soggetti, mettendo a repentaglio il loro equilibrio mentale”. Patologie che troppo spesso portano alla droga e all’alcol: “Sono fenomeni tragici – ammette l’analista – ma se presi in tempo si può intervenire per correggere alla radice il problema, e consentire la ripresa del normale sviluppo evolutivo del paziente”, ha concluso lo studioso.

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