Malattie della tiroide: i danni cardiologici vanno sempre curati

Infatti, è noto che le malattie della tiroide caratterizzate da forme più o meno gravi di ipertiroidismo interessano la sfera cardiovascolare del paziente, ma spesso l’attenzione verso queste conseguenze non è stata adeguatamente alta

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    ecografia tiroide

    Studi scientifici mettono al centro l’importanza della terapia antitiroidea nei soggetti affetti da ipertiroidismo, ad esempio, al fine di prevenire patologie cardiovascolari rappresentati da ipertensione arteriosa, tachicardia e quant’altro, quadri clinici che rendono spesso penosa la vita del paziente, ma che non nascondono anche conseguenze per l’apparato cardiovascolare.

    Infatti, è noto che le malattie della tiroide caratterizzate da forme più o meno gravi di ipertiroidismo interessano la sfera cardiovascolare del paziente, ma spesso l’attenzione verso queste conseguenze non è stata adeguatamente alta.

    Ultimamente, invece, anche a seguito di un articolato studio scientifico, si è voluto dimostrare quanto incidesse nella qualità della vita del paziente, la variazione del quadro clinico in ordine ai danni cardiovascolari, prima e dopo terapia antitiroidea.Lo studio è stato compiuto da un team di medici dell’Università di Birmingham in Gran Bretagna e ha riguardato un gruppo di 312 donne e 181 uomini affetti da forme evidenti di ipertiroidismo trattati con terapia antitiroidea mentre alcuni di loro accusavano contestualmente episodi di sofferenza cardiovascolare.

    La stragrande maggioranza dei pazienti accusava episodi di dispnea, tachicardia, fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa; a seguito del lavoro scientifico britannico si è osservato che i sintomi caratterizzanti la patologia cardiaca persistevano anche dopo il successo della terapia antitiroidea.

    Da ciò consegue che il trattamento delle patologie cardiovascolari in questi soggetti deve essere iniziato al primo manifestarsi dei loro sintomi anche quando sia nota la causa circa l’ alterazione patologica della funzionalità tiroidea. Così come non si può neanche immaginare che sia la cura alla tiroide a risolvere anche i problemi di natura cardiologica che invece vanno monitorati come fossero vere e proprie patologie assestanti e dunque curati contestualmente alla cura della tiroide e proseguite anche indipendentemente dall’esito che le terapie antitiroidee hanno determinato.

    Osman F et al, J Am Coll Cardiol 2007; 49: 71-81