Malattie da raffreddamento e aria condizionata: un connubio tutt’altro che raro

Malattie da raffreddamento e aria condizionata: un connubio tutt’altro che raro

D'estate non è difficile incorrere in malattie da raffreddamento, diverse le cause, non ultima, l'uso incongruo dell'aria condizionata, ma anche le correnti e la scarsa attenzione ad evitare sbalzi di temepratura

da in Malattie, News Salute, Polmonite, Primo Piano, Raffreddore, Tosse, Broncopolmonite
Ultimo aggiornamento:

    Febbre

    C’è qualcosa che potrebbe accomunare la stagione fredda con quella calda, i malanni di stagione che, paradossalmente si equivalgono ultimamente in entrambi i periodi dell’anno e, dunque, malattie da raffreddamento con tosse, mal di gola, raffreddori tutto a causa dell’uso incongruo che, a volte, si fa dell’aria condizionata come spiega il professor Federico Perno ordinario di Virologia a Tor Vergata a Roma.

    Con questo ben lungi l’idea di criminalizzare l’utilissimo accessorio delle nostre case, uffici, auto negozi che aiuta a vivere meglio e, addirittura, in certi casi diventa persino un ottimo salvavita. Tuttavia, come in tutte le cose del resto, l’uso inadeguato di questo come di qualsiasi altro accessorio soprattutto quando l’utilizzo avviene generando negli ambienti degli sbalzi di temperatura, si possono generare situazioni simil-patologiche come quelle viste, per via del fatto che l’organismo resta indifeso per quel lasso di tempo sufficiente ad essere colonizzato da batteri patogeni approfittatori.

    Niente di particolarmente grave si intenda, un organismo sano ha un sistema di difese tale da riuscire a contrastare le aggressioni di germi utilitaristi, purtroppo e sovente dopo aver lamentato i sintomi cui si faceva cenno. Dunque, tracheiti, faringiti, qualche rialzo termico soprattutto in vacanza è meno raro di quanto si creda, per la verità anche in periodi in cui l’aria condizionata era un lusso per pochi non erano pochi i turisti che si “raffreddavano” in vacanza magari perché alla ricerca di refrigerio privilegiavano luoghi eccessivamente ventilati, adesso il ricorso a luoghi freschi è più facile vista la diffusione capillare di ambienti provvisti di aria condizionata rispetto ad un tempo.

    Per completezza di informazioni c’è da dire che la complicazione massima di un interessamento delle prime vie aeree a seguito di un’infezione può essere la polmonite magari aggravata da un interessamento dei bronchi che sfocia in broncopolmonite; anche questa è un’evenienza per lo più rara in soggetti sani, molto più frequente in quelli già defedati o piegati da malattie importanti e, soprattutto, in atto.

    Come si evitano i malanni estivi, compresi quelli da aria condizionata?

    La parola al virologo, professore Fabrizio Pregliasco; “Bisogna prima di tutto evitare tutti i passaggi caldo-freddo – spiega Fabrizio Pregliasco, virologo e specialista in igiene e medicina preventiva all’Università degli Studi di Milano – ad esempio quando usciamo dalla macchina o entrando in un ufficio con l’aria condizionata. Il consiglio è quello di ‘compensare’ nel passaggio da un ambiente all’altro, abituandosi gradualmente alla temperatura più fredda in un luogo intermedio, ad esempio l’atrio dell’ufficio.

    Rimane comunque valido il buonsenso, come l’uso di sciarpette, o più in generale il restare ben coperti dove c’é l’aria condizionata. Uno sbalzo sotto i 4-5 gradi va bene, anche se ultimamente ci sono state modificazioni del clima anche intense, e non ci si può fare molto”.

    Dunque, nessuna criminalizzazione dell’aria condizionata, per’altro chiamata così impropriamente, visto che adesso si parla del più salutare climatizzatore che se usato in maniera razionale evita, soprattutto ai soggetti più esposti, pensiamo agli anziani, la perdita di quegli elettroliti indispensabili alla vita che se sbilanciati possono attentare in maniera anche molto seria alla salute, ci riferiamo in particolar modo al potassio che insieme al sodio regola la pompa cardiaca.

    Per quanto riguarda invece gli eventuali farmaci da assumere quando si è in preda ad un interessamento patologico delle vie aeree come può essere una malattia da raffreddamento, magari accompagnata da tosse e mal di gola, molto meglio sarebbe chiedere “lumi” ad un medico, se ciò non è possibile o se i sintomi sono tali da poter rimediare coi farmaci di automedicazione, si può privilegiare la scelta di quei sintomatici per “spegnere” l’eventuale dolenzia ossea che spesso si accompagna a queste manifestazioni, si può tranquillamente ricorrere ai colluttori ed eventualmente a qualche antipiretico nel caso di un modesto rialzo febbrile.

    Ben altra situazione è quella in cui si assiste ad una vera e propria sintomatologia febbrile con serio rialzo della temperatura che, oltretutto, risente poco dei tradizionali farmaci utilizzati per abbassarla, in questo caso, soprattutto se i sintomi perdurano da più di due, tre giorni, il ricorso agli antibiotici è quasi un percorso obbligato e su questo è indispensabile che si esprima il medico individuando, fra l’altro, la molecola che meglio di altre agisca e nel più breve tempo possibile.

    Ed infine…..

    “Chi fa viaggi esotici, infatti – conclude il virologo – può ad esempio contrarre la malaria, ma anche l’epatite o alcune patologie gastrointestinali. Con la malaria, ed esempio, il rischio più grosso è quello di non seguire correttamente la profilassi: le pillole invece vanno prese tutte, anche quando ci si sente bene, per due settimane dopo il rientro in Italia”. Ancora troppi invece i turisti che, rientrando in patria, si sentono al sicuro e smettono di prendere i farmaci, dando così il via libera alla malattia.

    876

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN MalattieNews SalutePolmonitePrimo PianoRaffreddoreTosseBroncopolmonite
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI