Malattie cardiovascolari: in Italia siamo all’undicesimo posto in fatto di cure

Malattie cardiovascolari: in Italia siamo all’undicesimo posto in fatto di cure
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    Reparto terapia intensiva

    A quanto pare in Italia non saremmo indietro nella prevenzione e cure delle malattie cardiovascolari, anzi, potremmo anche dire che occupiamo i primi posti in classifica in Europa, ma ciò che manca al nostro Sistema Sanitario è il “prodotto”, intendendo la gamma di servizi e possibilità di cure offerte in maniera frammentaria ai pazienti compresa un’informazione non del tutto ottimale, fatto che, purtroppo fa scivolare all’ undicesimo posto della classifica europea l’Italia riguardo alle cure praticate per queste patologie.

    A delineare la posizione del nostro Paese nell’ambito delle cure cardiovascolari, il rapporto “Euro Consumer Heart Index” che classifica i sistemi nazionali europei dal punto di vista delle cure cardiovascolari, prendendo in considerazione cinque aspetti: l’informazione, i diritti e la scelta dei pazienti, l’accesso, la prevenzione, le procedure e i risultati.

    E così, sciorinando impietosamente i punti assegnati ad ogni Paese tenuto in considerazione fra i 20 partecipanti al programma, apprendiamo che: il Lussemburgo svetta in alto alla classifica con 836 punti, subito dopo troviamo la Francia, poi la Norvegia e la Svizzera e, appunto, come detto, l’Italia, con 715 punti su 1.000 assegnati.

    Che cosa potrebbe fare l’Italia per migliorare? “Un punto debole è la mancanza di trasparenza del sistema – ha spiegato Arne Björnberg, Research Director dello Heart Index – e mancano informazioni accessibili al paziente sul dove trovare le migliori cure per queste malattie.

    Ma quasi tutte le procedure relative alle malattie cardiovascolari potrebbero essere migliorate, assicurando ad esempio la disponibilità di defibrillatori in aree pubbliche”. Ci sono poi altri punti da rafforzare: “Il sistema sanitario dovrebbe essere più generoso quando si tratta di adottare gli ultimi farmaci in tema di cure cardiovascolari”.

    Incriminati in Italia, i lunghi tempi di attesa prima di poter ottenere un letto in ospedale o avere libero accesso alle strutture per praticare esami e quant’altro; una situazione questa che richiede quanto mai, da parte delle Istituzioni, un impegno reale volto a risolvere il problema.

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