Malattie cardiovascolari: favorite dal rumore al lavoro?

Malattie cardiovascolari: favorite dal rumore al lavoro?

Un recente studio ha messo in evidenza che il rumore eccessivo e continuo nei luoghi di lavoro potrebbe favorire l'insorgenza delle malattie cardiovascolari in presenza di fattori di rischio come il fumo

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    malattie cardiovascolari rumore

    L’insorgenza delle malattie cardiovascolari potrebbe essere favorita dall’eccessivo rumore a cui si può essere soggetti nei luoghi di lavoro. È questa la conclusione a cui è arrivata una ricerca portata avanti dagli studiosi della University of British Columbia, che hanno preso in esame più di 6.000 lavoratori statunitensi.

    Questi ultimi avevano partecipato precedentemente ad un programma di valutazione medica del loro stato di salute. Analizzando i dati a loro disposizione, i ricercatori hanno verificato che la continua esposizione al rumore al lavoro non danneggia solo l’udito, ma anche il cuore. In particolare che l’esposizione cronica al rumore determina un aumento del rischio di incorrere nell’angina pectoris e nell’incremento della pressione minima.

    Sono tanti i fattori che possono determinare i disturbi cardiovascolari e il rumore sembra essere uno di questi. Bisogna comunque specificare che questa correlazione tra rumore e malattie cardiovascolari non riguarda allo stesso modo tutti i soggetti.

    Nello specifico infatti è stata riscontrata una correlazione che interessa soprattutto gli uomini dediti al fumo e che hanno meno di 50 anni.

    Gli esperti chiariscono che il cuore presenta dei legami stretti con il cervello e quindi anche con gli organi di senso. Tutto ciò spiega come è possibile che il cuore sia particolarmente sensibile ai rumori che provengono dal mondo esterno, che possono essere considerati dei veri e propri fattori di stress.

    Per questo si attiva il sistema nervoso centrale e viene rilasciata l’adrenalina, la quale determina vari processi biologici. In sostanza le arterie si restringono, il battito cardiaco aumenta alla stessa stregua della pressione e della quantità di ossigeno consumata dal cuore. É bene quindi cercare di eliminare gli altri fattori di rischio come il fumo e la mancanza di movimento. Una strategia da perseguire, se pensiamo che in Italia per le malattie cardiovascolari siamo all’undicesimo posto in fatto di cure.

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