Malattia: nuove norme per le Pubbliche Amministrazioni

Malattia: nuove norme per le Pubbliche Amministrazioni

Novita' in fatto di permessi per malattia nelle pubbliche amministrazioni

da in Analisi Mediche, Ministero della Salute, Primo Piano, Sanità
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    Ufficio

    Il permesso retribuito dal lavoro, per malattia, potrebbe diventare nei prossimi mesi una trappola per i dipendenti che, per riposare indebitamente, usufruiscono di permessi di malattia non esattamente rispondenti al vero. Inasprimento dei controlli per superare questo ostacolo.

    Se il lavoratore dipendente chiede un permesso per rimanere a casa, per via di una malattia, il sistema nazionale, da oggi in poi, ritiene doveroso o almeno possibile verificare con la visita fiscale, lo stato delle cose. Dopo i primi 10 giorni di assenza dal lavoro parte la pratica per la verifica della decurtabilita’ dallo stipendio delle assenze; secondo la nuova circolare inviata dal Ministro Brunetta, sarebbero queste alcune delle novita’ della Medicina del Lavoro.

    La disciplina e’ atta a regolamentare i permessi per malattia nelle Pubbliche Amministrazioni, dove la malattia di un giorno, ad esempio, su scala nazionale, non era mai stata verificata con la visita fiscale, come ad esempio il certificato medico non era richiesto nei casi di durata cosi’ breve.

    Per il periodo di malattia che supera i 10 giorni consecutivi, inoltre, dopo la seconda malattia nei 12 mesi, va presentato il certificato medico che attesti lo stato di malattia, rilasciato da una struttura sanitaria pubblica, (uno o plurimo) o da un medico libero professionista convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale.

    A livello retributivo, invece, saranno riconosciute nei primi 10 giorni di malattia le prestazioni fondamentali, mentre le agevolazioni e i trattamenti piu’ favorevoli saranno possibili solo nel casi di malattia per infortunio sul posto di lavoro o per attivita’ annesse alla mansione. Niente decurtazione nella tredicesima mensilita’, nella retribuzione individuale di anzianita’, negli assegni ad personam.


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