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Malattia di Dupuytren: sintomi, cause e possibili cure

Malattia di Dupuytren: sintomi, cause e possibili cure

La malattia di Dupuytren, che colpisce le mani, non è una patologia grave, se si interviene tempestivamente, ma crea una serie di disagi e fastidi funzionali da non sottovalutare

    Malattia di Dupuytren

    Si aggiudica un posto “d’onore” tra le malattie più diffuse della mano, che colpisce, secondo le stime ufficiali ben il 13% della popolazione del Vecchio Continente, ma che, troppo spesso, cifre alla mano, è una “famosa” sconosciuta per molti: la malattia di Dupuytren, che prende il nome dal chirurgo francese che, per primo, ne identificò caratteristiche e peculiarità nel 1834, è ignorata, o, meglio, non conosciuta dal 75% della popolazione italiana.

    I più colpiti sono gli uomini (10 a 1 rispetto alle donne): la malattia di Dupuytren compromette, stadio dopo stadio, il normale svolgimento delle attività quotidiane, dal lavoro, alla vita sociale e di relazione. E’ una patologia difficile da gestire, da comprendere e con la quale convivere.

    Il suo sintomo principale, cioè la riduzione dell’estensione delle dita, che vengono “attirate” progressivamente, come per una sorta di innaturale effetto magnetico, verso il palmo della mano, limita o, addirittura, impedisce, ogni movimento, anche il più banale. Allacciarsi le scarpe, come annodare la cravatta diventano, per colpa di questa malattia vere imprese “impossibili”.

    “Si tratta di una patologia a carico dell’aponeurosi palmare, una membrana che si trova tra la cute e i piani profondi. Se avessimo sul palmo della mano la stessa cute mobile che è presente a livello del dorso, gli oggetti scivolerebbero via come saponette. Nei pazienti che hanno la predisposizione genetica a questa malattia, la deposizione di collagene è sbilanciata rispetto al riassorbimento e questa membrana esagera nella sua funzione, quindi ‘tiene’ troppo. Clinicamente questo ‘tenere troppo’ si manifesta all’inizio con dei banali noduli nel palmo della mano che il paziente può scambiare per banali calli.

    Gradualmente, dato che l’aponeurosi interessa tutto il palmo e quindi prosegue lungo le dita, le articolazioni del dito colpito si piegano; dapprima la metacarpo-falangea, cioè la base del dito, e progressivamente anche le articolazioni che stanno a metà del dito” ha spiegato il professor Giorgio Pajardi, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica dell’Università degli Studi di Milano, U.O.C. di Chirurgia della Mano IRCCS MultiMedica – Ospedale San Giuseppe di Milano e Presidente della Società Italiana di Chirurgia della Mano.

    La diagnosi è semplice, veloce ed efficace, ma molti pazienti, per mancanza di informazione, forse, si rivolgono tardi allo specialista. Basta un test molto semplice, table top test, per dirla all’inglese: quando le mani, che hanno già mostrato le prime anomalie (nodi palmari) non si distendono più completamente su una superficie piana.

    E’ in questo momento che si consiglia l’intervento chirurgico, sia per ridurre i disturbi funzionali sia per prevenire la degenerazione e il peggioramento della malattia.

    “Non è una malattia grave, ma può essere curata bene se si è in buone mani chirurgiche: l’intervento è molto complesso dato che bisogna smontare l’anatomia della mano, che quindi deve essere conosciuta molto bene. Grazie ai trattamenti farmacologici innovativi, che saranno disponibili entro quest’anno, contiamo di registrare un miglioramento generale della prognosi in quanto i pazienti, a fronte della possibilità di un trattamento ‘mini-invasivo’ e dunque psicologicamente più accettabile, potranno essere indotti a rivolgersi prima allo specialista e sfruttare una valida alternativa all’intervento chirurgico” ha aggiunto il professor Pajardi.

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