Malati di gioco d’azzardo: in cura presso le Asl

Malati di gioco d’azzardo: in cura presso le Asl

In Italia la situazione patologica a causa del gioco d’azzardo sta raggiungendo livelli elevatissimi, tanto da assicurarci il primato

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    Il gioco d’azzardo, oramai considerato una patologia vera e propria, verrà curata presso ogni Asl del territorio. Il nome scientifico della malattia è ludopatia, appunto “dipendenza da gioco d’azzardo”, e il numero delle persone che ne soffrono è sempre in aumento, anche nel nostro Paese. La situazione rappresenta una tale emergenza tanto da mettere in allerta anche le più alte cariche dello Stato. Infatti, il Ministro della Salute Balduzzi, ha espresso il suo parere nei confronti della patologia sottolineando il lavoro che il Sistema Sanitario Nazionale farà per i pazienti.

    La situazione in Italia

    situazione italiaNel nostro Paese macchinette, slot machine, lotterie, gratta e vinci, e scommesse di ogni genere attirano, in maniera patologica, circa un milione di persone. La situazione si aggrava se pensiamo che in questi numeri ci sono moltissimi giovani. Addirittura l’Italia detiene il primato per quanto riguarda il gioco d’azzardo. Credo che il pensiero sia comune a tutti che avremmo voluto essere i primi per altro, come cultura, scienza, arte, moda, industria, e non per il numero di giocatori patologici esistenti. Purtroppo, come ha sottolineato anche il Ministro Balduzzi, la ludopatia, questa dispendenza dal gioco, è una patologia tanto grave da dover anche essere inserita nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in modo da poter garantire il controllo, le cure e le assistenze necessarie. I malati devono e hanno diritto a tutti i controlli e le terapie utili per poter guarire, ecco perché sono necessari protocolli diagnostici-terapeutici specifici, linee guida, assistenza.

    Insomma trattare la dipendenza dal gioco d’azzardo come una vera e propria patologia e non farla passare come un problema della società e quindi un costume sociale. Di tutto ciò si è parlato qualche giorno fa durante il convegno che si è tenuto a Roma, a Palazzo Marini, dal titolo: «A che gioco giochiamo? Un’oscura dipendenza».

    Polemica sugli spot pubblicitari

    polemica spot pubblicitariDurante l’evento il Ministro per l’Integrazione con delega alla Famiglia, Andrea Riccardi ha sottolineato quanto gli spot pubblicitari sul gioco d’azzardo possono influire negativamente sulla persona inducendola appunto al gioco, e quindi la necessità di abolirli o almeno di limitarli. Il periodo di crisi in cui ci troviamo, e la fragilità di molte persone proprio da un punto di vista economico sono tutti fattori, che uniti agli spot pubblicitari, “spingono” indirettamente a buttarsi ed a tentare la fortuna con questi giochi. Il problema è che la perdita in denaro, che la maggior parte delle persone subisce, è talmente cospicua da creare delle situazioni molto gravi, che diventano anche ingestibili da un punto di vista razionale. Ecco perché il Ministro Riccardi ribadisce la limitazione o la cancellazione degli spot che pubblicizzano lotterie e giochi in genere. Allo stesso tempo, però per par condicio, durante il convegno sono state escluse le figure che rappresentano questi giochi in Italia, come il Presidente di «Sistema gioco Italia» Massimo Passamonti, che aderisce a Confindustria e i relatori dell’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), l’autorità demandata dallo Stato a regolamentare il settore dei giochi. È necessario come ribadisce il Presidente, che rappresenta tutti gli operatori del settore, che il dibattito avvenga in presenza sia di chi lavora e gestisce il gioco, le lotterie, le scommesse, sia di chi, invece, ne rende necessaria la limitazione o, addirittura, l’eliminazione in quanto ritenuto fattore patologico.

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