Malaria: nuove speranze di cura da una ricerca americana

Malaria: nuove speranze di cura da una ricerca americana

Nuove speranze nella lotta alla temuta malaria giungono da una ricerca americana compiuta dal colosso farmaceurico GlaxoSmithKline che individua un approccio terapeutico del tutto diverso

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    zanzara anofele responsabile della malaria

    Sembra una malattia riferita a qualche ingiallito libro di storia, eppure così non è, la malaria, anche se in posti non troppo vicini da “casa nostra”,soprattutto a causa degli spostamenti da un capo all’altro del pianeta che sono soliti compiere gli umani, è ancora un argomento scottante visto che le cure cui oggi la medicina dispone non sono del tutto efficaci.

    Ma ora un nuovo tassello nella lotta alla malaria sembra offrircelo una ricerca scientifica condotta da GlaxoSmithKline, colosso farmaceutico all’avanguardia nella sperimentazione di nuovi farmaci che avrebbe pubblicato sulla rivista Nature una recente scoperta scientifica mettendo a conoscenza l’umanità dell’identificazione da parte dell’azienda di una serie di principi attivi in grado di trattare la malattia.

    Il lavoro è durato due anni e si è basato sullo studio di ben due milioni di composti chimici già presenti negli archivi dell’azienda che usati in combinazione fra di loro potrebbero inibire il parassita della malaria, il Plasmodium Falciparum ,dall’intero archivio si sono estrapolati qualcosa come 13.500 composti che potrebbero risultare utili e determinanti nella cura.

    Fra questi composti quelli che parrebbero determinare i migliori effetti sono gli inibitori delle chinasi cui si aggiungono anche quei composti che possono inibire i globuli rossi che di fatto danno nutrimento al parassita una volta che abbia attaccato l’ospite. Il tutto dovrebbe essere racchiuso in un singolo farmaco antimalarico che potrebbe agire, soprattutto nel caso si propendesse per l’inibitore di globuli rossi, in maniera del tutto diversa rispetto a quanto fatto fin’adesso, ovvero, cercando di arrestare l’infezione bloccando quei meccanismi dall’interno della cellula piuttosto che arrestare il parassita della malaria.

    Fonte Articolo: Pharma ADNKronos

    Fonte foto: fisfar.ufc

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