Malaria: novità positive sul vaccino

Malaria: novità positive sul vaccino

Dalla ricerca scientifica arrivano notizie davvero positive sulla prevenzione della malaria: nuovi passi avanti per l’elaborazione di un vaccino efficace contro la parassitosi

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    novità sul vaccino contro la malaria

    La ricerca ha fatto passi in avanti contro la malaria: novità interessanti sul fronte vaccino, che potrebbero significare, presto, una soluzione davvero efficace per proteggere l’organismo dalla malaria, una patologia ancora endemica in molti Paesi del Sud del mondo. La notizia, che lascia ben sperare, si legge sulle pagine della rivista Nature.

    Tutta questione di globuli rossi o, meglio, di una particolare molecola che agisce come vera e propria via d’accesso per il parassita portatore della malaria nell’organismo umano. Gli scienziati, per la prima volta, sono stati in grado di identificare con precisione il ruolo svolto da questa molecola. Smascherato il meccanismo che consente l’aggressione da parte del parassita, forse, si potrebbe elaborare un trattamento preventivo, un vaccino, che garantisca una copertura soddisfacente.

    Sono milioni le vite spezzate, soprattutto nelle zone più povere del mondo, da questa malattia, una parassitosi provocata da protozoi del genere Plasmodium, che si trasmette agli esseri umani attraverso la puntura di una zanzara.

    Molte ricerche sono state fatte, ma, fino a ora, nessuna sperimentazione è stata in grado di mettere a punto una formula vaccinale vincente contro la malaria, un vaccino capace di prevenire l’aggressione alle cellule dell’organismo da parte del parassita Plasmodium, un protozoo particolarmente insidioso che si adatta molto facilmente all’ambiente in cui si trova.

    Il team di esperti del Wellcome Trust Sanger Institute di Hinxton, Cambridgeshire, sono riusciti a individuare un recettore dei globuli rossi che potrebbe svolgere un ruolo chiave per lo sviluppo dell’infezione, la comparsa della malattia.

    Sarebbe proprio questo recettore, infatti, a interagire con il parassita, consentendone l’accesso. “Probabilmente abbiamo trovato il tallone d’Achille del Plasmodium. Questo sistema ha dimostrato di funzionare su tutti i ceppi su cui lo abbiamo testato”, ha evidenziato Gavin Wright, coordinatore del team di studiosi.

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