Malaria: gli studi per il vaccino

Malaria: gli studi per il vaccino
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    La malaria e’ una delle malattie che nel mondo sono piu’ diffuse in assoluto, si parla di epidemie in Asia, Africa, Sud America, ma anche nei paesi industrializzati ci sono state e potrebbero tornare ad esserci delle epidemie causate da agenti patogeni anche transitori.

    Un recente lavoro condotto dall’ Universita’ di Firenze e dall’Univesita’ La Sapienza, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanita’ e il Centre National de Recherche et de Formation sur le Paludisme del Burkina Faso, ha scoperto che l’evoluzione della specie umana e’ rappresentata da una popolazione dell’Africa Subsahariana, il gruppo etnico Fulani, che sarebbe resistente alla malaria. “In genere le modifiche biologiche riguardano i globuli rossi, si presentano poi delle anomalie conosciute come talassemia o anemia falciforme.” – ha spiegato Maria Gabriella Torcia del Dipartimento di Fisiopatologia di Firenze.

    In realta’ in questo gruppo etnico sarebbe la scomparsa di un tipo di cellule del sistema immunitario a proteggere contro il contagio: i linfociti T non funzionerebbero come nelle altre razze, ma contrastano l’agente della malaria. Questa razza sembra essere quella che, proprio per questa caratteristica, sopravvive meglio nell’africa subsahariana.

    Questa popolazione e’ la base per lo studio di un possibile vaccino contro la malaria.

    L’immunita’ alla malattia non si acquisisce subito, secondo questa ricerca, ma solo dopo anni di esposizione alla malattia; di contro pero’ in questa etnia c’e’ una alta mortalita’ infantile. I Fulani fin da piccoli pero’ sono immuni alla malaria, da cui in futuro si conta di capire esattamente quale sia l’antigene giusto per il vaccino.

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