Mal di testa: automedicazione sì, ma responsabile

Mal di testa: automedicazione sì, ma responsabile

Il mal di testa di può curare da soli, con i farmaci da banco, a patto di seguire alcune semplici regole per un'automedicazione responsabile

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    Bollino di automedicazione

    La cefalea, più comunemente nota come mal di testa, colpisce circa 8 milioni di Italiani, guadagnandosi il titolo di disturbo neurologico più diffuso, addirittura a livello mondiale. Parlare di mal di testa può essere riduttivo, perché ne esistono circa 200 forme diverse. Certamente quando la testa comincia a martellare, il gesto che quasi tutti fanno è di prendere una compressa antidolorifica, spesso senza neppure interpellare il medico.

    E effettivamente a volte questo è sufficiente, se si assume tempestivamente, cioè alla prima comparsa del disturbo e seguendo le indicazioni del “bugiardino”, un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS). Rientrano in questa categoria l’acido acetilsalicilico, l’ibuprofene, il naprossene sodico e il paracetamolo.

    Attenzione però: vanno bene solo i FANS da banco, cioè farmacaci di automedicazione, contraddistinti da un bollino rosso e dall’indicazione “Farmaco senza bisogno di ricetta medica”. Niente medicinali, quindi, suggeriti dalla vicina o dagli amici, di cui magari non si conosce bene neppure l’indicazione d’uso.

    “Inoltre, mai dimenticare i cari vecchi consigli della nonna: riposo, buio e silenzio sono sempre un ottimo aiuto naturale per tutti” consiglia il dottor Ovidio Brignoli, Vice Presidente della SIMG, Società Italiana di Medicina Generale.

    L’automedicazione deve però essere responsabile: se dopo 4-5 giorni di uso del farmaco, il dolore non è passato occorre rivolgersi al medico. E per aiutarlo a fare una diagnosi precisa, visto che a ogni forma di cefalea corrisponde una cura specifica, è utile compilare un piccolo diario quotidiano: “Descrivere la frequenza degli attacchi, sede, durata e intensità del dolore e i fenomeni di accompagnamento sono il punto di partenza per combattere il problema” suggerisce il professor Piero Barbanti, Direttore dell’Unità per la Cura e la Ricerca sulle Cefalee e sul Dolore dell’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma e docente di Neurologia presso l’Università La Sapienza.

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