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Mal di denti: come fronteggiarlo bene e subito

Mal di denti: come fronteggiarlo bene e subito

C’è anche da considerare, sulla base delle conoscenze che il professionista ha del paziente, la necessità ravvisata dal medico di eliminare eventuali molecole rispetto alle quali il singolo può presentare eventuali allergie, fatto per nulla raro

da in Carie, Cura dei denti, Dolore, Farmaci, In Evidenza, Infiammazioni, Malattie
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    mal di denti

    Alzi la mano chi in preda ad un mal di denti non abbia cercato in tutti i modi di porvi rimedio con i sistemi più disparati atti ad allontanare quella vera e propria tortura in grado di sconvolgere una qualsiasi giornata della propria esistenza rendendola infernale. Vero è che di norma un mal di denti è uno di quei dolori che si spiegano con un problema relativo alla dentizione o al cavo orale in generale, gengive e quant’altro che ospitano i denti e che per questo non presentano un approccio terapeutico difficile né tanto meno possono presentare un rischio per la salute, ma che il problema esista eccome è sicuramente indubbio.

    Vero è anche che, di fronte ad una manifestazione tanto dolorosa per il paziente, ciò che andrà ricercato in primis è il rimedio che ci affranchi dal dolore e per far questo non si potrà neanche prescindere da tutti quei rimedi terapeutici atti a fronteggiare l’eventuale infiammazione che si è determinata a carico di denti e gengive.

    Pensando a tutto ciò, c’è da dire che normalmente il mal di denti è determinato da una carie che induce ad un processo infiammatorio a carico del contenuto interno del dente, in questo caso non è difficile assistere anche alla formazione di un ascesso determinato dall’accumulo di pus che occupando via, via superfici prossime al dente malato, si evidenzia con un rigonfiamento della guancia nella stessa direzione in cui si assiste all’infiammazione. Ma anche una gengivite o una periodontite, ovvero un’infiammazione del paradonto, la struttura di sostegno del dente, possono presentare un problema a seguito di una carie o meno e, nei casi più impegnativi, si può assistere ad un dolore intenso, continuo, con possibilità che il tutto si associ ad un sanguinamento e/o arrossamento delle gengive.

    La cura di pertinenza specialistica, sul sintomo va bene anche il fai da te, ma su consiglio medico

    Inutile dire che l’approccio terapeutico verso tali patologie a carico dei denti è di pertinenza dello specialista che attuerà la cura che meglio di altre si rivelerà opportuna per giungere alla guarigione. Ma in questa sede ci interessa invece sapere se una qualsiasi persona in preda ad un improvviso mal di denti possa, in attesa di rivolgersi allo specialista, fronteggiare da solo la situazione per evitare notti insonni e risvegli ancora più traumatici. La risposta è si, anche se sarebbe giusto consigliare a chi si trova in tali situazioni di raggiungere anche telefonicamente il proprio medico al fine di consultarsi con lo stesso circa i farmaci da utilizzarsi. Ciò in quanto, se da un lato il ricorso ad un fans, ovvero un antinfiammatorio non steroideo è quasi sempre in grado di stroncare il dolore anche il più pervicace, di contro se non si interviene sulla possibile infiammazione che ha determinato il dolore, difficilmente si riuscirà a fronteggiare al meglio e nel tempo il disagio, con la conseguenza di essere costretti ad assumere nuove dosi di antidolorifici che “spengono “ il sintomo, ma non risolvono il problema alla base.

    Il medico interpellato dal paziente ravviserà infatti la necessità di agire sul problema indicando un antibiotico che risolva l’infezione che si sia determinata; generalmente nei casi che non sono accompagnati da febbre, pure possibili di fronte ad un ascesso dentario, un trattamento a base di antibiotici assunti oralmente e continuato anche dopo la scomparsa del sintomo e della durata di una settimana circa, riesce a predisporre il paziente per una visita dal dentista che opererà in maniera incisiva e definitivamente sul problema.

    Per i casi più impegnativi potrebbe ravvisarsi la necessità di un a cura più impegnativa che richieda l’impiego di antibiotici somministrati per via parenterale, associati a farmaci cosiddetti antiedemigeni, ovvero in grado di riassorbire l’eventuale pus o infiltrati che si fossero nel frattempo formati.

    I fans vanno assunti a stomaco pieno e non solo….

    Durante il trattamento con tali farmaci risulta quanto mai necessario associarne altri quasi sempre costituiti da principi attivi quali i fans che agiscono contenendo il dolore a volte fin’anche a farlo scomparire ed agendo sovente essi stessi nel cercare di contenere l’infiammazione che si sia determinata. La necessità di ricorrere al proprio medico di fronte a molecole vendute anche come farmaci da banco è data dalla consapevolezza che pure i farmaci da banco, ovvero venduti senza presentazione di ricetta medica, sia pure disponibili a dosaggio più basso, presentano delle controindicazioni generali e soggettive per il singolo paziente. Il medico sarà in grado non solo di indicare la molecola più adatta per affrontare il dolore, così come sarà anche in grado di operare una selezione sulla base di eventuali altri farmaci assunti dal paziente per altre possibili malattie di cui sia in cura e, ancora, potrà o meno ravvisare l’esigenza di associare a tali farmaci eventuali protettori della mucosa gastrica ancora prima che si dovesse ravvisarne la necessità, atteso il fatto che tutti i fans presentano fra gli effetti collaterali, eventuali lesioni della mucosa, una situazione questa che è possibile evitare con una prima precauzione che consiste nel fatto di assumere il farmaco solo a stomaco pieno.

    C’è anche da considerare, sulla base delle conoscenze che il professionista ha del paziente, la necessità ravvisata dal medico di eliminare eventuali molecole rispetto alle quali il singolo può presentare eventuali allergie, fatto per nulla raro. Ne deriva che anche la scelta del presidio farmacologico più idoneo per fronteggiare anche un “ banale” mal di denti non va lasciata all’iniziativa del singolo, partendo dal presupposto che anche i farmaci da banco, utilizzati per lo stesso sintomo, non sono tutti uguali, potendo contare su principi attivi a volte anche molto diversi l’uno dall’altro, al punto che, il rimedio del vicino di casa per un disturbo ritenuto insulso, a volte potrebbe avere conseguenze negative per nulla trascurabili per l’incauto paziente.

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