Lussazione della mandibola: cause e cosa fare

Lussazione della mandibola: cause e cosa fare
da in Ossa
Ultimo aggiornamento: Lunedì 25/01/2016 20:18

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    Lussazione della mandibola: quali sono le cause e cosa fare? Con questo termine si indica la fuoriuscita dell’articolazione dalla sua sede naturale: i condili mandibolari fuoriescono dalle sede in cui di solito risiedono, che è costituita dalla fossa glenoidea. Tutto ciò comporta il venir meno dei rapporti anatomici nell’articolazione. In genere si distingue tra una lussazione propriamente detta, in cui gli elementi dell’articolazione perdono in modo permanente ogni contatto, e una sublussazione, in cui continua a sussistere un contatto, anche debole, fra i capi articolari.


    Il sintomo più evidente della lussazione della mandibola è costituito dal dolore intenso, che può essere accompagnato dalla deformazione della bocca, che si presenta deviata lateralmente o in avanti. Generalmente i denti appaiono disallineati e il soggetto colpito dalla lussazione non riesce a serrarli e nemmeno a masticare. L’individuo prova mal di testa, una sensazione dolorosa all’orecchio e incontra difficoltà nel parlare. Le manifestazioni sintomatologiche sono così evidenti che, per la diagnosi, basta la constatazione visiva del medico. Soltanto in casi in cui si ha il dubbio si può fare ricorso all’artroscopia: si introduce nell’articolazione un catetere con una minuscola telecamera, per visualizzarne l’interno.


    Fra le cause più comuni della lussazione della mandibola, ci sono i traumi. Si può trattare di un’apertura eccessiva della bocca o di trattamenti odontoiatrici che si prolungano nel tempo, le situazioni in cui i muscoli vengono sollecitati e sforzati troppo. Le lussazioni alla mandibola possono verificarsi anche per cause congenite, come, per esempio, accade nel caso in cui i legamenti che stabilizzano l’articolazione siano deboli dalla nascita. In queste situazioni un minimo sforzo può provocare la lussazione. Altre cause sono da individuare nelle infiammazioni che possono interessare l’articolazione. Gli stati infiammatori producono una riduzione del liquido sinoviale e, di conseguenza, degli attriti durante la masticazione. Fra i traumi violenti che stanno alla base della lussazione mandibolare, possiamo ricordare quelli provocati da incidenti o colpi particolarmente duri nella pratica di alcuni sport, come, per esempio, il pugilato.


    In alcuni casi la mandibola può ritornare spontaneamente nella sua sede naturale. In molte situazioni, però, bisogna intervenire manualmente, per ridurre la lussazione. Quando quest’ultima avviene con una certa frequenza, può rendersi necessario anche un intervento chirurgico. La riduzione manuale deve essere praticata da uno specialista e viene applicata, sedando leggermente il paziente. Si tratta della cosiddetta manovra di Nelaton: si posizionano i pollici sulle gengive e le altre dita all’esterno sotto i denti; si spinge poi la mandibola prima in basso e poi in avanti, fino a quando l’articolazione non ritorna in sede. L’intervento chirurgico viene eseguito in artroscopia, inserendo l’artroscopio per mezzo di una piccola incisione ai lati dell’orecchio. Con l’operazione si può sbloccare la mandibola, si può sostituire il liquido sinoviale e si può riparare la cartilagine.

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