Lupus: l’ipertensione arteriosa va tenuto a strettissimo controllo

A tale conclusione sarebbero giunti ricercatori dell’Università Cattolica di Roma insieme a quelli dell’Università di Udine capitanati dal reumatologo Gianfranco Ferraccioli e che hanno pubblicato i risultati sulla rivista Arthritis e Rheumatism

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    Aggiungiamo un altro tassello in ambito alle conoscenze del Lupus, la temibile malattia autoimmune capace di determinare nel tempo danni a carico di diversi organi ed apparati. Ciò che apprendiamo adesso è che recenti acquisizioni raccomandano ai malati affetti da lupus di controllare l’ipertensione arteriosa a causa dei maggiori rischi cardiovascolari cui tali pazienti potrebbero andare incontro.

    Ma vi sono anche altri fattori che i pazienti affetti da lupus dovrebbero tenere sotto controllo anche se gli stessi fattori di rischio valgono per tutti ma, a quanto pare, mai come per questi pazienti; parliamo dell’obesità, del fumo, della cattiva circolazione sanguigna, ciò in quanto sarebbe dimostrato che il contenimento di tali fattori di rischio sarebbe in grado di rallentare i danni neurologici e la stessa perdita della memoria.

    A tale conclusione sarebbero giunti ricercatori dell’Università Cattolica di Roma insieme a quelli dell’Università di Udine capitanati dal reumatologo Gianfranco Ferraccioli e che hanno pubblicato i risultati sulla rivista Arthritis e Rheumatism.

    Che la ricerca sia importante lo dimostra il fatto che il lupus sia pure non frequente, considerato che un’incidenza pari ad una persona su 5.000 di qui 4.000 mila donne e 1.000 uomini, come tante altre malattie autoimmuni si contraddistingue per via del fatto che gli anticorpi che servono nella norma a proteggere l’organismo dagli attacchi esterni, ad esempio, le infezioni, nel lupus ed in altre malattie autoimmuni finiscono per aggredire gli stessi organi e nel caso del lupus il danno è a carico soprattutto dei vasi che tendono ad infiammarsi con la conseguenza di arrecare seri danni anche al cervello a livello neurologico.

    A seguito della ricerca italiana s’è visto che proprio tenendo a bada i fattori di rischio si può evitare di aggravare la malattia e dunque limitare il danno cerebrale che invece s’ acuisce se l’ipertensione arteriosa, l’obesità e quant’altro conducono ad una cattiva circolazione periferica.

    “ Accade perchè, secondo Gianfranco Ferraccioli, il lupus rende più deboli i vasi a livello del sistema nervoso ed un vaso danneggiato reagisce negativamente alla pressione medio-alta, provocando peggioramenti anche a livello cerebrale “. Ne consegue che i malati di lupus anche giovani sotto i 40 anni ad esempio, dovremo tenere la pressione massima sotto i 120 mm Hg e la minima mai al di sopra di 80 mm Hg.