L’uovo di marca: te lo consiglia il pediatra!

L’uovo di marca: te lo consiglia il pediatra!
da in Associazioni Consumatori, Bambini, Sanità
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    Strano, ma vero, a consigliare una marca di un uovo adesso pensano le Associazioni dei medici pediatri

    C’è viva preoccupazione per un fatto che sempre più spesso e, reiteratamente, accade nel mondo scientifico, la sponsorizzazione da parte di associazioni di categoria di un prodotto commerciale, piuttosto che un altro. Il fatto, prima di tutto, è di natura etica, può un organismo che dovrebbe essere super partes propendere per l’uno o l’altro bene di una qualsivoglia azienda o è lecito immaginare che alle spalle di questa sorta di palese sponsorizzazione possano coesistere interessi privati dell’una o dell’altra categoria? Il dubbio serpeggia nell’animo dell’uomo della strada come in quelle delle Associazioni dei consumatori a diverso titolo.

    Di fatto, balenò ai tempi in cui le Associazioni di categoria, dei medici dentisti, per la precisione, presero a sponsorizzare una nota marca di dentifricio, tornò in auge, quando un’altra associazione lo fece con un detergente intimo femminile, trova la sua massima espressione oggi, alla luce del messaggio pubblicitario che sta passando in questo periodo che vede impegnata la Fimp, Federazione Medici Pediatri Italiani, nel promuovere l’uovo di un’azienda avicola.

    Bene sarebbe se lo si facesse in maniera del tutto asettica, promuovendo tale alimento sulla base del contenuto organolettico e sulle proprietà a favore della salute e della buona alimentazione, meno bene quando un’autorevole Associazione, quale appunto la Fimp, orienta il consumatore verso una marca, escludendo tutte le altre, insomma, perché mai i pediatri aderenti dovrebbero muoversi in questo senso e in questa direzione?

    Dello stesso parere contrario nell’avviare tali campagne promozionali, Amedeo Bianco, presidente Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici , «Non trovo opportuno che un’associazione sindacale di professionisti spenda la propria sigla per una campagna pubblicitaria, non siamo nel campo dell’illecito perchè non esistono divieti in merito: la cosa sarebbe diversa se si trattasse di un farmaco. In ogni caso avrei qualche perplessità».

    Si unisce al coro anche la Sivemp, il sindacato italiano dei pubblici veterinari che addirittura invoca l’intervento dell’Antitrust, infatti, secondo Aldo Grasselli, segretario nazionale, si chiede che ad intervenire sia appunto l’Antitrust che verifichi come mai un prodotto già dichiarato idoneo da noi diventi per i pediatri “ancora più idoneo”. La qualità igenico-sanitaria delle uova viene certificata dal Servizio sanitario nazionale, e nello specifico dai servizi veterinari: se poi altri professionisti si arrogano fantasiose competenze per garantire chissà quale qualità, è un problema più dell’antitrust che nostro. Mi stupisce – conclude il segretario del Sivemp – che una categoria così importante abbia bisogno di tranquillizzare i consumatori con “bollini di qualità” emessi grazie a non si sa quali esami di laboratorio e quali istituti imparziali e competenti».

    E di parere contrario a questa sorta di sponsorizzazione di parte anche, come accennato, le Associazioni dei Consumatori che, per bocca di Roberto Tascini, esponente Adoc, afferma la totale contrarietà all’iniziativa: «Quando ho letto il messaggio sull’uovo sono rimasto abbastanza interdetto. Si insinua il dubbio che il giudizio non sia frutto di una valutazione asettica, ma che possa esserci qualche interesse. La Federazione dei pediatri avrà le sue ragioni nel reputare di poter accertare la validità del prodotto, ma la cosa insospettisce.

    Se questo sistema prende piede, visto che non siamo difronte al primo caso, il consumatore può uscirne disorientato». Secondo Tascini la scelta d’acquisto consapevole non deve essere orientata da consigli, quanto piuttosto da un’etichetta chiara, dettagliata, trasparente.

    «L’uovo è l’ultimo di una serie di prodotti sponsorizzati da medici e dentisti ma sono forme di pubblicità al limite dell’ingannevolezza – dichiara Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo – di per sè il fatto non è vietato, però dovrebbe essere giustificato da particolari contenuti di carattere scientifico, altrimenti si profila il caso di pubblicità ingannevole». La nuova legge in vigore da due mesi analizza anche questi aspetti e lascia il compito di decidere all’Antitrust.
    Netta la difesa della Fimp che si fa sentire a gran voce, dichiarando la collaborazione esistente fra l’Associazione e l’azienda, di fatto “sponsorizzata” per via di un’attenzione particolare che i pediatri aderenti hanno da oltre due anni riposto verso l’azienda avicola. Tant’è, dichiara Giuseppe Mele, presidente Fimp, da adesso in poi, – le cose andranno diversamente. L’approvazione all’uovo è stata data in base ad una corposa documentazione certificata fornita dalla ditta, ma riconoscere delle caratteristiche di qualità non consente di affermare che l’uovo in questione sia «l’unico»: «È un messaggio fuorviante – ammette Mele – e noi abbiamo preso le contromisure per avere il massimo di correttezza possibile, il massimo di garanzie e di rispetto delle regole». D’ora in avanti – puntualizza il presidente – l’eventuale approvazione di un prodotto da parte della Federazione dovrà seguire un preciso iter: «un comitato tecnico-scientifico avrà il compito di accertare i requisiti con rigore scientifico».

    Sarà, ma il dubbio, da parte dell’uomo della strada resta sempre e, parrebbe lecito pensare, perché, questo studio di oltre un biennio non è stato fatto sulle più note aziende avicole presenti sul mercato italiano e, perché no, anche estero, invece che su un’azienda soltanto?

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