Lotta ai tumori: importantissima scoperta tutta italiana resa nota in questi giorni

Una proteina sarebbe responsabile della vitalità delle cellule tumorali e, a volte,dell' inviolabilità alle terapie; la scoperta ad opera di una scienziata italiana che ora studia il farmaco adatto per debellare la proteina e di conseguanza curare al meglio il cancro

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    Un vanto per la ricerca italiana è quello che ha portato alla premiazione di una studiosa nostra connazionale con il riconoscimento “ L’Oreal-Unesco “ per aver posto un importantissimo tassello aggiuntivo alle nuove e probabili future terapie anticancro. Parliamo della dottoressa Giulia Morra che ha condotto un complicato lavoro scientifico presso l’Istituto di Chimica del Riconoscimento molecolare presso il CNR di Milano. La biofisica teorica, appena trentaquattrenne con dottorato di Chimica alle spalle, ha vinto una borsa di studio del valore di 15.000 euro della durata di un anno, voluta da L’Oreal Italia che ha titolato tale ambito traguardo, “ Per le donne e la scienza “.

    La scoperta della dottoressa Giulia Morra

    La scienziata italiana nel corso dei suoi studi ha scoperto una proteina da shock termico denominata HSP 90 ( Heat Shock Protein 90 ) meglio nota come “Chaperone” in quanto capace di acquisire la struttura precisa di tante altre proteine denominate “clienti”, tale scoperta non è solo importante a meri fini accademici, quanto invece perché si è visto che laddove aumenta la concentrazione di questa proteina in un tessuto si assiste contestualmente ad un aumento di cellule tumorali maggiormente vitali e molto resistenti e versatili ad adattarsi ad eventuali attacchi ad opera dell’organismo e agli stessi farmaci utilizzati nel tentativo di debellare il tumore. Dunque, l’assunto secondo il quale siamo portati a ritenere che le cellule tumorali possiedano la capacità di svilupparsi in maniera incontrollata dando addirittura l’impressione di una propria immortalità sarebbero doti, tanto deleterie per l’ammalato, che sarebbero da ascriversi proprio alla proteina HSP90 e alle sue “clienti” , motivo per cui e qui sta la fondamentale importanza della scoperta della ricercatrice, basterà agire sulla proteina per sperare in un traguardo in più nella lotta alla grave patologia, dunque, parliamo di un possibile futuro bersaglio per i farmaci antiblastici di futura realizzazione.

    Adesso si tratterà di studiare più approfonditamente tale proteina sfruttando il grado di conoscenze di cui oggi si dispone ed usando per questa le tecniche di medicina nucleare in modo da conoscere approfonditamente l’azione di questa sostanza e gli eventuali inibitori che entrano a farne parte per poi trasferirli a livello farmacologico e utilizzarli proprio contro la proteina, un passo questo, che potrebbe sconfiggere, probabilmente, molti casi di tumore in un futuro che ci si auspica non troppo lontano nel tempo.

    C’è da dire che allo stato attuale delle conoscenze è possibile agire sperimentalmente solo in linea teorica non essendoci data la possibilità di dettagliare al meglio la vita di una proteina se non con la dinamica molecolare, “Un metodo di calcolo che”, spiega Giulia Morra, “basandosi su leggi fisiche e sulle proprietà chimiche della molecola, partendo da una struttura statica è in grado di simularne i movimenti in modo realistico e con un dettaglio atomico. Analizzando i dati di una simulazione di dinamica molecolare è quindi possibile scoprire quali zone della proteina sono implicate nella sua azione, e ipotizzare dei meccanismi, su cui intervenire con piccole molecole progettate ad hoc”.

    Tuttavia anche in questo senso non mancano importanti progressi della scienza atteso che è possibile studiare da vicino la struttura a tre dimensioni della proteina HSP90 quando questa abbia organizzato il proprio legame con una proteina “cliente”, un’ottima base che darà la possibilità,entro un mese di lavoro sulla scorta dei dati salvati in un supercomputer, di osservare l’intima struttura della molecola e, sapendo che una proteina è formata dall’insieme di aminoacidi legati fra di essi, ci darà anche la possibilità di capire quali di questi entrino a far parte del composto principale e finale al contempo, un passo decisivo per poter sperare di trovare un qualsiasi farmaco capace di demolire efficacemente l’intera impalcatura formatasi che va ad alimentare efficacemente il tumore a danno della vita stessa dell’ammalato..

    Non è azzardato dunque concludere che il lavoro della dottoressa Morra si inseriscaq in un contesto importante della ricerca medico scientifica nella diuturna lotta alle neoplasie ovunque originatesi, inducendo a ritenere che la sconfitta del cancro potrebbe essere oggi più a portata di mano di un tempo.

    A titolo di cronaca segnaliamo che nella giuria che ha presieduto alla consegna del premio per la ricercatrice italiana, sedeva, a pieno titolo, lo scienziato Umberto Veronesi.