Longevità: la garantisce un nuovo farmaco, ma sarà vero?

Longevità: la garantisce un nuovo farmaco, ma sarà vero?

la rapamicina è un farmaco utilizzato nei trapianti d’organo e dunque per evitare il fenomeno del rigetto

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    donna anziana

    Dovremmo alla fine poter scegliere, o speriamo di vivere il 14% in più di anni assumendo un farmaco, oppure, rischiamo…. lo prendiamo ugualmente e ci esponiamo a malattie, infezioni in primis, a causa dell’abbassamento delle difese immunitarie che si originerebbe. Un dilemma questo che potrebbe venirci se dovessero autorizzare nell’uso terapeutico la rapamicina che sui topi è vero che ha fatto aumentare la loro vita media, ma negli uomini avrebbe gli svantaggi di cui sopra.

    Ciò in quanto la rapamicina è un farmaco utilizzato nei trapianti d’organo e dunque per evitare il fenomeno del rigetto. A questo risultato sono giunti ricercatori dell’ Health Science Center dell’Università del Texas di San Antonio, l’Università del Michigan di Ann Arbor e il Jackson Laboratory di Bar Harbor, nel Maine – che hanno eseguito in contemporanea i test sperimentali su un totale di 2000 ratti, pubblicando i dati raccolti sulla rivista Nature.

    Dibattuti i motivi che avrebbero portato a questi risultati, un minore apporto di calorie che determinerebbe un accumulo inferiore di grassi nel sangue salvaguardando lo stato delle arterie, non si sa, nell’uomo non è possibile immaginare di impiegare nel breve periodo tale farmaco, dunque a parte i tempi prematuri per giungere a tutto ciò, l’eventuale soluzione sarebbe quella di adottare farmaci con una quantità di principio attivo più ridotta ma a questo punto della ricerca “io non ne farei uso e non incoraggerei nessuno a farlo,” ha dichiarato secco Harrison.

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