Lo stress e le sue conseguenze psicologiche curate con nuove terapie

Uno studio italiano, condotto in collaborazione con le Università di Buffalo, Yale e Rockfeller University, ha scoperto nuovi bersagli per poter creare terapie in gradi di curare lo stress e le sue conseguenti patologie

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    Nuove terapie potrebbero aiutare a combattere lo stress e le sue conseguenti patologie psicologiche. Negli ultimi decenni la sua diffusione è sempre più ampia, a causa di una serie di problemi e di avvenimenti legati al lavoro, alla società, agli affetti, ma anche al sesso e all’età. Tutto ciò scatena una serie di malesseri stressanti che possono scaturire in modi diversi: anche facendo insorgere delle malattie neuropsichiatriche.

    Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Milano, in collaborazione con le Università di Buffalo, Yale e Rockfeller University, ha messo in luce i bersagli delle future terapie contro lo stress e le sue conseguenze. Gli studiosi hanno scoperto che un neurotrasmettitore, il glutammato, è coinvolto principalmente nei meccanismi cerebrali dovuti allo stress. Infatti, questa sostanza, e tutte le sue funzioni cerebrali, è un bersaglio di quest’ultimo, alterando le funzioni affettive, del comportamento e cognitive.

    Grazie a questa ricerca, pubblicata su Nature Reviews Neuroscience, si potrà agire sul sistema glutammatergico per poter fronteggiare lo stress fisico e psicologico che va a colpire le sinapsi cerebrali. In questo modo si potranno creare nuovi farmaci, sempre più specifici, per poter trattare le patologie conseguenti allo stress, oramai sempre più diffuse in tutte le fasce di età. Ricordiamoci che quest’ultimo è considerato, lui stesso, una patologia di questo secolo.