Lo sport mette in moto la mente e migliora le attività cognitive

Lo sport mette in moto la mente e migliora le attività cognitive

Lo sport, l’attività fisica risvegliano i muscoli e la mente: una buona dose di movimento è l’ideale per mettere il moto il cervello e migliorare le performance cognitive, soprattutto nei giovani

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    Movimento mette in moto il cervello

    Un po’ di moto potrebbe essere davvero la strategia migliore per “mettere in moto” la mente, non solo il corpo. Non si tratta di un divertente giro di parole, ma di una teoria supportata da sperimentazioni e opinioni di autorevoli esperti. Lo sport è in grado di risvegliare i muscoli, riattivandone e potenziandone tutte le funzionalità e lo stesso effetto positivo sembra riflettersi anche sulle attività cognitive.

    Proprio così, muoversi per dare la giusta carica anche al cervello, migliorandone le funzioni: l’esercizio fisico, infatti, è in grado di garantire performance cognitive più soddisfacenti.

    Una vera e propria equazione perfetta, quella che associa l’aumento dell’attività motoria all’incremento e al miglioramento delle prestazioni intellettive, come sottolineano gli esperti dell’Associazione di neuropsicologi, Assomensana, che dal 2004 sono impegnati nella prevenzione dell’invecchiamento mentale.

    Bando alla pigrizia, quindi, soprattutto per i giovani e i giovanissimi: infatti, sarebbero proprio loro, i bambini e i ragazzi a trarre i maggiori benefici per la mente da una regolare abitudine al movimento e all’attività fisica.

    “Va considerato che, rispetto ai bambini “pigri”, quelli più attivi hanno maggiori occasioni di scambi sociali con adulti e coetanei e si intrattengono in ambienti che presentano stimoli diversi dai soliti (come invece a casa e a scuola); inoltre hanno l’opportunità di affinare il coordinamento visuo-spaziale per conseguire l’obiettivo dell’allenamento. Queste situazioni stimolano significativamente le strutture cerebrali (ippocampo per la memoria, lobo frontale per l’attenzione e la concentrazione, lobi temporali per la comprensione e la produzione del linguaggio, lobo parietale per l’organizzazione visuo-spaziale, lobo occipitale per la percezione visiva, strutture subcorticali per le percezioni propriocettive e per il coordinamento fisico), rinforzando di conseguenza le capacità mentali” ha specificato il dottor Iannoccari.

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