Liste d’attesa lunghe: un diritto curarsi all’estero

Liste d’attesa lunghe: un diritto curarsi all’estero

Ogni cittadino europeo potrà curarsi in qualsiasi altro Stato dell'Unione

da in News Salute, Sanità
Ultimo aggiornamento:

    In Italia le liste d'attesa sono lunghissime

    Sarà un diritto, se le liste d’attesa del proprio paese sono troppo lunghe, essere curati in altri ospedali ed istituti sanitari presenti all’interno dell’Unione Europea. La proposta di direttiva, che dovrebbe essere varata il prossimo 20 novembre, prevede infatti che il rimborso spese sarà a carico del sistema sanitario del Paese di provenienza. Un passo in avanti per stabilire il diritto di cura dei cittadini europei da parte dei loro stati. La regola infatti suggerisce che, se alcune nazioni non riescono ad assicurare adeguata assistenza sul suolo patrio, i paesi di provenienza debbano comunque pagare i trattamenti effettuati all’estero.

    In particolare, i trattamenti richiesti da un cittadino straniero, ma tuttavia residente in un qualsiasi altro stato dell’Ue non potranno essere rifiutati se a) lo richiedano le sue condizioni di salute b) nel suo stato di provenienza non siano disponibili servizi analoghi, o gli sia impedito in un tempo ragionevole l’accesso ad essi. Ma una domanda rimane: chi pagherà il viaggio necessario ad “emigrare” in un altro stato per esercitare un diritto che la Costituzione nazionale stabilisce come fondamentale? Pagherà il cittadino, e a questo l’Ue non sembra aver pensato.

    O non ha avuto la possibilità di proporlo (più probabile).

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