Lingue: buona la prima

Lingue: buona la prima

Lo studio sulle lingue e' stato curato da Alice Mado, del laboratorio di elettrofisiologia cognitiva del dipartimento di psicologia dell'Università di Milano-Bicocca

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    Lingua

    Perche’ quando si chiede a una persona che parla piu’ lingue a quale ceppo linguistico appartiene si usa la frase “lingua madre”? Che cosa significa prima lingua? Perche’ puo’ essere piu’ importante della seconda lingua anche se non la si usa piu’? A queste e ad altre domande ha cercato di dare risposta il periodico Focus, nel suo speciale sulle lingue.


    Secondo quanto scritto dal giornalista scientifico Andrea Porta
    , psicologo del linguaggio, la lingua madre, cioe’ la prima lingua che si impara da piccoli, sarebbe l’unica in grado di rimanere nella memoria emotiva delle persone, Esse, anche da adulte, avrebbero collegato nel cervello le azioni e le esperienze primarie a un solo linguaggio, e in quel linguaggio si riconoscono.

    Poco importa se e’ il linguaggio che ancora la persona parla, ma sara’ il linguaggio che, al sentirlo, risvegliera’ gli istinti infantili: allora ad esempio chi parla piu’ lingue ma e’ cresciuto parlando l’indonesiano, avra’ collocato la sfera dell’infanzia insieme alla lingua indu’, mentre chi e’ indonesiano ma e’ stato adottato e ha sempre parlato inglese si riconoscera’ nell’inglese e cosi’ via.

    Tutte le lingue che sono poi accumulate negli anni, a livello di studio o di pratica, saranno semplicemente delle lingue che si appoggiano sulla lingua base, e non avranno la stessa importanza, nemmeno se saranno elitarie.

    Lo studio sulle lingue
    e’ stato curato da Alice Mado, del laboratorio di elettrofisiologia cognitiva del dipartimento di psicologia dell’Università di Milano-Bicocca.

    Osservando dei traduttori professionisti, la ricercatrice ha scoperto che la differenza non sta tanto nella qualita’ della lingua che e’ scritta o parlat, ma negli impulsi che sono trasmessi dal cervello. L’onda che tradisce la lingua madre sarebbe la onda N 170.

    Il Linguaggio

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