Linfonodi del collo ingrossati e doloranti: cause e cosa fare

I linfonodi, o linfoghiandole, sono punti di raccolta della linfa del corpo, ma anche le aree in cui si producono gli anticorpi. Quando si viene colpiti dalle infezioni, non è raro notare che queste ghiandole si gonfino e diventino dolenti e percepibili al tatto. Nella maggioranza dei casi non è nulla di cui preoccuparsi. Tuttavia, è importante sapere cosa fare quando si nota un ingrossamento linfonodale per evitare lo sviluppo di possibili patologie gravi.

da , il

    Linfonodi del collo ingrossati e doloranti cause e cosa fare

    Quali sono le cause, e cosa fare, in caso di linfonodi del collo ingrossati e doloranti? Le ghiandole linfatiche, comunemente note come linfonodi, sono degli organi che fungono da centri di raccolta per la linfa, un liquido incolore o tenuemente giallastro, contenente numerosi globuli bianchi incaricati della difesa dell’organismo. Come i vasi sanguigni, anche il sistema linfatico si dirama e raggiunge tutte le parti del corpo, concentrandosi prevalentemente in regioni come collo, gola, ascelle e inguine. Qui, se attaccati da agenti patogeni possono gonfiarsi in modo anomalo. Vediamo nel dettaglio cosa accade e come comportarsi quando ad ingrossarsi sono i linfonodi del collo.

    Cosa sono i linfonodi del collo

    Una delle zone del corpo in cui la presenza di linfonodi risulta quantitativamente elevata è senz’altro il collo. Al suo interno, infatti, in base alla loro posizione, si suddividono i linfonodi sottomandibolari, cervicali, sopraclavicolari, tonsillari e sottomentali.

    In generale, i linfonodi sono piccoli ammassi cellulari, delle dimensioni di un fagiolo, formati da cellule immunitarie, quali linfociti e macrofagi, e ricoperti da una capsula di tessuto connettivo deputata alla loro protezione.

    Normalmente, i linfonodi del collo, in particolare nei bambini, sono soliti gonfiarsi più volte nell’arco degli anni rispetto a quelli situati in altre parti del corpo, per ragioni del tutto comuni, come ad esempio un banale raffreddore o un mal di gola. Infatti, a dimostrazione della loro natura benigna, tornano rapidamente e spontaneamente alle dimensioni normali.

    Sintomi più frequenti

    L’ingrossamento dei linfonodi può avvenire sia sul lato destro che sinistro del collo, e può comprendere anche il dolore alla spalla. I linfonodi gonfi sono quindi un sintomo già di per sé, che può venir spesso associato al dolore cervicale e/o all’intorpidimento di tutta l’area.

    L’aumento di dimensione dei linfonodi può avere una consistenza diversa, a seconda della causa sottostante: si potranno quindi constatare ghiandole molli, gommose oppure dure. La cute sovrastante la zona, potrà essere mobile oppure attaccata ai linfonodi e interessata da diverse manifestazioni cutanee, come:

    • rossore
    • ulcerazione
    • prurito
    • calore
    • dolore
    • comparsa di brufoli
    • aumento della sensibilità

    I possibili sintomi sono molto variabili e dipendono soprattutto dalla causa esatta della malattia all’origine dell’ingrossamento dei linfonodi a livello del collo. Potranno quindi anche manifestarsi problemi quali:

    Possibili cause

    L’aumento di volume del linfonodo è caratterizzato principalmente dal numero di cellule presente in esso. In medicina, questa patologia viene indicata con il termine di linfadenopatia, una malattia solitamente causata dalla presenza di infiammazioni localizzate, più o meno gravi, delle vie aeree.

    Tuttavia, raramente, i linfonodi ingrossati sono veri e propri segnali di una malattia neoplastica. In alcuni casi, inoltre, possono essere conseguenza di malattie immunitarie sistemiche. Di seguito, ecco elencate le cause più riscontrate.

    Cosa fare

    Un linfonodo del collo ingrossato e dolente è un disturbo abbastanza comune, in bambini e adulti, e per questo non deve subito allarmare. Tuttavia, è comunque importante rivolgersi al proprio medico perchè, come abbiamo sottolineato prima, l’ingrossamento dei linfonodi può essere la risposta del sistema immunitario nei confronti di banali infezioni ma può anche essere un sintomo di patologie ben più gravi.

    Pertanto, è opportuno considerare che il dolore e il gonfiore, se di natura benigna, possono guarire spontaneamente in un paio di settimane, mentre, se l’ingrossamento persiste per più di 4 settimane, può essere il segnale di una malattia da indagare più approfonditamente.

    Inoltre, particolarmente sospetto è l’aumento di volume che riguarda i linfonodi a livello della regione sopraclavicolare: quando ciò accade è necessario sottoporsi ad una valutazione medica tempestiva al fine di escludere la presenza di un tumore maligno, un evento, purtroppo, più ricorrente di quanto si vorrebbe.

    Linfonodi ingrossati e tumori

    L’ingrossamento dei linfonodi è dovuto nella stragrande maggioranza dei casi a cause del tutto benigne. Le statistiche calcolano che tra coloro che hanno sofferto di linfonodi gonfi, due terzi mostravano delle banali infezioni delle vie aeree superiori (raffreddori e mal di gola), e soltanto meno dell’1% era affetto da un cancro.

    Tuttavia, i linfonodi possono essere organi molto importanti nella diagnosi di un tumore perché il loro ingrossamento può, seppur di rado, essere il primo segnale d’allarme della sua crescita e diffusione.

    Infatti, inizialmente, l’aumento di volume dei linfonodi manifesta la risposta immunitaria dell’organismo nei confronti delle cellule neoplastiche, che vengono riconosciute come potenzialmente pericolose. In una fase più avanzata della malattia, invece, a determinare il rigonfiamento dei linfonodi di collo, o altre zone, possono essere le metastasi, le quali raggiungono e invadono il linfonodo stesso, passando attraverso i vasi linfatici dopo essersi distaccate dal tumore.

    Oggi, la medicina è in grado di asportare, nei casi di cancro, le cellule maligne e il linfonodo sentinella, ossia il primo linfonodo a essere raggiunto da eventuali metastasi. Se nel passato venivano eliminati tutti i linfonodi che si trovavano nella zona colpita dal tumore, ora il linfonodo sentinella consente di evitare tale pratica perchè la sua analisi assicura la presenza, o meno, di forme tumorali dislocate in altre parti del corpo.

    Cure e trattamenti

    Partendo dal presupposto che il trattamento delle patologie dei linfonodi del collo dipenda inevitabilmente dalla causa, si possono distinguere diversi tipi di terapie a seconda del fenomeno scatenante:

    Terapia farmacologica

    Nel caso di linfoadenite, cioè di infezioni a carico dei linfonodi di entità più o meno seria, e comunque di natura batterica, micotica o virale, si possono applicare degli impacchi caldi e seguire le prescrizioni del medico, che a seconda dei sintomi e della loro gravità potrà ritenere utile l’assunzione di:

    • Antibiotici per trattare un’eventuale infezione
    • Analgesici per controllare il dolore
    • Farmaci antinfiammatori per ridurre l’infiammazione
    • Compresse fredde per ridurre infiammazione e dolore

    Intervento chirurgico

    Nei casi in cui i linfonodi gonfi arrechino particolare fastidio, dolore o mostrino alterazioni neoplastiche, potranno venir rimossi attraverso la linfoadenectomia, talvolta associata all’adenoidectomia e alla tonsillectomia, rispettivamente la rimozione chirurgica delle adenoidi e delle tonsille.

    Invece, le opzioni di trattamento per l’ingrossamento dei linfonodi nella regione del collo causato da un tumore, sono l’intervento chirurgico, la radioterapia e/o la chemioterapia, a seconda del tipo, della posizione e della diffusione del cancro. In generale, il cancro provoca l’ingrossamento dei linfonodi quando è in uno stadio abbastanza avanzato, fatta eccezione per i tumori del sistema linfatico, come il linfoma, che si originano nei linfonodi stessi.