Linfonodi ascellari ingrossati e reattivi: cause e cosa fare

L’ingrossamento dei linfonodi ascellari è dovuto, nella stragrande maggioranza dei casi, a cause del tutto benigne, come alle infezioni batteriche. Ciò non deve rappresentare quindi un campanello d'allarme ma è comunque importante tener sotto controllo queste ghiandole per capire le cause del loro gonfiore ed intervenire in modo efficace

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    Linfonodi ascellari ingrossati e reattivi cause e cosa fare

    Quali sono le cause dei linfonodi ascellari ingrossati e reattivi? E cosa fare? Quando si parla di linfonodi, il primo pensiero che nasce è la giustificata preoccupazione di soffrire di una grave malattia. Queste ghiandole vengono, infatti, molto spesso associate al cancro. Ma pochi sanno che i linfonodi sono una parte importante del corpo umano perchè bloccano l’azione patogena e aiutano il sistema immunitario a svolgere al meglio il suo lavoro. Questo processo di difesa viene osservato con l’ingrossamento dei linfonodi. Ma cerchiamo di conoscere meglio le dinamiche.

    Caratteristiche dei linfonodi ascellari

    I linfonodi ascellari si trovano nella cavità ascellare e sono presenti in un numero variabile da 20 a 30. Queste ghiandole danno indicazioni sullo stato di salute e di benessere delle parti limitrofe, in particolare dei collettori linfatici dell’arto superiore, di una parte del torace, quella più alta, oltre che della sezione superiore dell’addome, la parte costale.

    Riconoscere un linfonodo ascellare ingrossato è davvero molto semplice: il rigonfiamento è evidente sia al tatto che alla vista. Tra gli altri sintomi possiamo notare anche dolore all’altezza del linfonodo, gonfiore nelle parti vicine del corpo, gonfiore degli arti, nodi in crescita, febbre e sudorazione notturna.

    Molto spesso i linfonodi ingrossati ritornano alle loro dimensioni normali in breve tempo, se l’infezione non è grave. Se invece sembrano non andare via, causano dolore e febbre anche alta, è necessario rivolgersi al medico, che attraverso alcuni esami saprà diagnosticare la causa scatenante.

    Cosa sono i linfonodi ascellari reattivi

    Se un linfonodo ascellare viene definito reattivo significa che le cellule immunitarie presenti si sono messe in azione per respingere un agente patogeno che in qualche modo sta minando la salute dell’organismo e provocando un’infezione. È il caso ad esempio di una banale influenza, ma anche di malattie più serie, come la mononucleosi o la sifilide, che possono ugualmente provocare l’ingrossamento dei linfonodi.

    Non necessariamente però è il caso di allarmarsi se i linfonodi ascellari si presentano gonfi e dolenti, specie se questo è associato ad altri sintomi evidenti come febbre o malessere generale. In questi casi si noteranno dei linfonodi con dimensioni che possono variare da pochi millimetri a un centimetri.

    In base alla causa che ha scatenato l’ingrossamento ghiandolare del cavo ascellare si possono riconoscere diversi tipi di linfonodi reattivi:

    • Parafisiologici, quando la natura dell’infiammazione scatenante non è precisa e può essere provocata sia da batteri che da cause meccaniche come la ceretta;
    • Infiammatori, quando la reattività dei linfonodi è causata dall’azione di virus e batteri o patologie di natura autoimmune;
    • Neoplastici, quando la presenza di cellule neoplastiche provocano la reattività dei linfonodi determinando il loro stato infiammatorio.

    Possibili cause

    I linfonodi ascellari, in genere, sono piccoli organi impercettibili ad occhio nudo e difficilmente palpabili. Nella maggioranza dei casi, le ghiandole linfatiche ascellari s’ingrossano per ragioni del tutto benigne, pur essendo diffusamente associati talvolta al tumore al seno. Tuttavia, le principali cause d’ingrossamento sono infezioni o traumi, in modo particolare a livello del braccio o della mano.

    Tra le possibili cause che possono sviluppare la loro reattività, e quindi ingrossarli, ci sono:

    Linfonodi ascellari e tumori

    I linfonodi ascellari ingrossati sono la prima via di diffusione del carcinoma della mammella, uno dei tumori più diffusi in assoluto e il primo tra le donne.

    Nel caso si tratti di tumori benigni, quasi mai dovranno essere rimossi chirurgicamente, ma andranno comunque tenuti sempre sotto controllo. Qualora invece ci sia il sospetto di tumore maligno al seno, il medico procederà alla sua analisi con l’ago aspirato o con una biopsia sul linfonodo definito sentinella, perchè più vicino al tumore.

    Se il tumore è in stadio avanzato, viene asportato chirurgicamente insieme con il linfonodo sentinella, per poi essere analizzato in laboratorio per scoprire se sia già metastatico. In caso di positività, si procede anche ad uno svuotamento di tutti i linfonodi ascellari. In caso di negatività, invece, la rete linfonodale non viene più toccata.

    Cosa fare

    Nonostante non bisogna sottovalutare i sintomi dei linfonodi reattivi, prima di allarmarsi eccessivamente è importante consultare un medico. Questo, dopo aver diagnosticato la causa d’origine, attraverso esami del sangue, radiografie, biopsie e quant’altro, saprà prescrivere la giusta cura.

    Solitamente se l’ingrossamento è causato da un virus, terminata l’infezione il linfonodo torna delle dimensioni normali. In caso di infezione batterica, invece, verrà prescritto un antibiotico, mentre per tutte le altre malattie verranno seguite le profilassi dedicate e specifiche, in base alla diagnosi medica.

    Tuttavia, per tener sotto controllo le ghiandole linfonoidali, un loro possibile ingrossamento e la presenza di uno o più noduli è necessario eseguire personalmente la palpazione della zona ascellare diverse volte all’anno. Ecco come fare.

    Palpazione dei linfonodi ascellari

    Il metodo più classico da praticare anche a casa per palpare correttamente un linfonodo ascellare è quello di unire tre dita della mano (indice, medio e anulare) e con queste premere sull’avambraccio per capire come si presenta una zona normale del corpo che non sia gonfia. Subito dopo le dita vanno passate sotto l’ascella facendole scorrere lentamente dall’alto verso il basso perché i linfonodi si trovano verso il fondo dell’ascella.

    Se si sente bene la gabbia toracica, significa che è tutto a posto. Se invece si percepisce un nodulo che presenta una parte morbida, allora potrebbe essere un linfonodo gonfio ed è meglio farlo controllare subito.