Linfomi non-Hodgkin: trovata una nuova terapia standard

Linfomi non-Hodgkin: trovata una nuova terapia standard

Uno studio chiamato StiL NHL1 e condotto da ricercatori tedeschi ha confrontato due terapie, la CHOP-R e la B-R, usate per trattare i linfomi non-Hodgkin, scoprendo come la seconda risulta essere più efficace e con meno effetti collaterali

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    linfomi non hodgkin trovata nuova terapia standard

    Novità per quanto riguarda i Linfomi non-Hodgkin: sembrerebbe che sia stata trovata una nuova terapia standard. Attualmente i pazienti vengono curati con la CHOP-R (ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina, prednisone e rituximab), considerata per ora la vera terapia standard. Questa, però è stata messa a confronto con altre sostanze, per scoprirne altre in grado di provocare meno effetti collaterali. La ricerca oncologica di anno in anno sta facendo passi da gigante per migliorare sempre più la probabilità di guarigione, quindi la speranza di sopravvivenza, di migliorare la tollerabilità al farmaco, e di dare meno effetti collaterali. Queste caratteristiche sono la priorità per i ricercatori in modo tale da poter aiutare i pazienti in attesa di una terapia decisiva e specifica.

    Lo studio StiL NHL1

    studio StiL NHL1Ricercatori tedeschi, appartenenti appunto al gruppo Stil (Study Group Indolent Lymphomas), hanno condotto uno studio chiamato StiL NHL1, i cui risultati sono stati presentati nel corso di un recente congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO). Questo studio è un trial randomizzato, multicentrico, di fase III (ossia sperimentale, condotto con un metodo casuale, esteso a più nazioni e quindi a più pazienti), che ha messo a confronto due terapie per i linfomi non-Hodgkin: la prima, che è la classica attualmente usata e considerata standard, è la CHOP-R (ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina, prednisone e rituximab); la seconda (considerata la prossima terapia standard per i vantaggi che possiede rispetto alla precedente) è la B-R (bendamustina associata a rituximab). I risultati sottolineano come quest’ultima associazione di farmaci sia più efficace, con una maggiore sopravvivenza, e con meno effetti collaterali, rispetto alla CHOP-R. La progressione di sopravvivenza della B-R è di circa il 69,5 mesi rispetto ai 31,2 della CHOP-R. Anche le percentuali degli effetti collaterali dati dall’una e dall’altra terapia parlano chiaro: nel 69% dei pazienti trattati con la CHOP-R è comparsa neutropenia (diminuzione del numero di neutrofili) rispetto al 29% dei pazienti trattati con la B-R. Quest’ultima provoca anche meno casi di leucocitopenia (diminuzione del numero di globuli bianchi): 37% rispetto a 72%. In generale la terapia B-R è meglio tollerata e causa meno infezioni, stomatiti, danni nervosi.

    Il linfoma non-Hodgkin

    linfoma non HodgkinRicordiamo che il linfoma non-Hodgkin è una forma tumorale ematologica molto frequente e diffusa (quinta in Europa), in particolar modo nelle persone con un’età superiore ai 70 anni. Questi tipi di tumore possono essere di vari tipi: indolenti e aggressivi. I primi, come si può immaginare, sono subdoli e molto pericolosi in quanto la diagnosi non sempre viene fatta precocemente dato che non presentano una sintomatologia, sono lenti e con poche speranze di guarigione.

    Quelli aggressivi, come dice la parola stessa, hanno un esordio brusco e un esito, se non trattati immediatamente, purtroppo fatale. Ecco perché è necessario adottare e iniziare a trattare i pazienti che ne sono affetti con la terapia migliore, più efficace e con meno effetti collaterali.

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