Lifting del seno, il “boom” americano che conquista l’Italia

Lifting del seno, il “boom” americano che conquista l’Italia

Gli interventi di lifting al seno, termine tecnico mastopessi, sono in continuo aumento non solo negli Stati Uniti, ma anche in Italia, grazie soprattutto alle nuove tecniche

da in Chirurgia estetica
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    lifting seno

    Una volta di più, gli States fanno tendenza. La tendenza è il lifing del seno, ovvero l’intervento di mastopessi che, in base ai dati dell’ASPS, American Society of Plastic Surgeons, nel periodo 2000-2013 ha registrato una crescita record, il + 70%. E in Italia? “Da noi non esistono registri ufficiali degli interventi”, puntualizza Riccardo Mazzola, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, SICPRE, la società scientifica che rappresenta l’80% dei chirurghi plastici italiani e che è gemellata con l’ASPS. “Tuttavia, sono sicuramente individuabili delle tendenze e tra queste c’è senza dubbio il forte aumento dell’intervento di mastopessi”.

    Come nel caso più conosciuto del viso, si tratta di un’operazione che permette di riposizionare i tessuti scivolati con il passare degli anni, per effetto della forza di gravità. Per definizione, quindi, si tratta di un intervento richiesto da donne non più giovanissime. “Del resto – dice ancora Mazzola – gli unici intervento di chirurgia estetica in crescita in Italia sono quelli di ringiovanimento, una situazione sicuramente determinata dal perdurare della crisi e dall’alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile”.

    A determinare il grande successo del lifitng del seno, negli States come in Italia, c’è poi l’impiego di nuove tecniche, con incisioni decisamente più ridotte al passato e, di conseguenza, cicatrici e convalescenza minori. Nella stragrande maggioranza dei casi, l’intervento comporta solo un’incisione circolare attorno all’areola, la parte scura che circonda il capezzolo. Questo accesso è sufficiente per eliminare i tessuti di rivestimento in eccesso, riposizionare l’areola in modo che si trovi più in alto e infine ridisegnare il cono mammario, rendendolo più proiettato, cioè sporgente.

    L’intervento può avvenire sia in anestesia locale, senza ricovero, sia in anestesia generale, con una notte di permanenza in clinica. “La paziente ideale dell’intervento di mastopessi è una donna di oltre 40 anni, con un’adeguata quantità di ghiandola – dice ancora Mazzola – che trae un grande vantaggio dal rimodellamento dei tessuti, senza necessità di impiantare una protesi.

    Il risultato in genere è estremamente naturale e piuttosto stabile, anche se bisogna ricordare che nulla arresta l’invecchiamento. Pertanto il processo continuerà, ma partendo da tessuti posizionati in modo più corretto e comunque più tonici”.

    Nessun problema per chi presenta una certa ptosi (è il termine medico per indicare la caduta) del seno e in più ha anche pochi tessuti. “Durante lo stesso intervento, e utilizzando le stesse incisioni, si può impiantare anche una coppia di protesi. Il lifting dei tessuti è di solito necessario, per evitare l’effetto antiestetico di mammelle più grandi ma comunque cadenti”.

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