Lieviti patogeni: cosa sono e in quali alimenti si trovano

Lieviti patogeni: cosa sono e in quali alimenti si trovano

Lieviti patogeni: cosa sono questi microrganismi e in quali alimenti si trovano? Consideriamo anche il fenomeno dell’intolleranza

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    lieviti patogeni cosa sono in quali alimenti si trovano

    Lieviti patogeni: cosa sono? In quali alimenti si trovano? Appartengono alla più grande categoria dei miceti, organismi che crescono formando diramazioni simili a dei “ramoscelli”. Li troviamo in abbondanza nel suolo, nella vegetazione, e nei materiali presenti sulle acque, come legname e foglie. Alcuni di essi possono interferire nei processi produttivi degli alimenti, determinando lo scadimento qualitativo dei prodotti alimentari. Altri possono provocare danni ai consumatori, se ingeriti con gli alimenti. I cibi nei quali possono trovarsi più facilmente sono i formaggi e le carni conservate, i vini e i mosti e a volte quelli caratterizzati da forti concentrazioni di zuccheri.

    Alcuni lieviti sono molto importanti nel ciclo biochimico e sono sfruttati nella produzione industriale, anche a livello alimentare, come per esempio quella del pane, delle bevande alcoliche e dei formaggi. Certe volte, però, possono essere dei contaminanti fastidiosi di colture e possono rivelarsi patogeni per l’uomo, degradando la qualità di alcuni cibi.

    Questi organismi unicellulari si moltiplicano prevalentemente per gemmazione: dalla cellula madre viene prodotta una protuberanza, che si chiama gemma. Quando quest’ultima è matura, si separa dalla cellula madre. In alcuni casi la riproduzione dei lieviti avviene per scissione.

    In certi stadi della loro vita possono moltiplicarsi anche mediante la formazione e la fusione di spore.

    Alcuni lieviti possono provocare delle fermentazioni indesiderate nei vini o nei mosti. Altri possono crescere in forti concentrazioni saline e interferiscono nella degradazione di formaggi o carni conservate. Altri ancora vivono in forti concentrazioni di zuccheri e, quindi, possono alterare gli alimenti ricchi di carboidrati. Nei casi di intolleranza da lieviti si manifestano sintomi come meteorismo, pancia gonfia, stitichezza o diarrea, flatulenza, crampi addominali.

    Può essere utile, per cercare di tenere sotto controllo questi sintomi, limitare il consumo di alcuni cibi, come latte e latticini, i prodotti da forno come pane, grissini, fette biscottate, biscotti, dolci e crackers, di bevande gassate e fermentate, come il vino, la birra e gli alcolici in genere, e inoltre è utile masticare a lungo il più possibile i cibi prima di deglutirli. Potrebbe essere importante anche preferire metodi di cottura semplici, come, ad esempio, quello al vapore o con poco olio, invece che quelli più laboriosi, come la frittura.

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