Libro Bianco per i malati cronici

Libro Bianco per i malati cronici

Le strutture indagate sono quelle che trattano il dolore nella sua interezza: i livelli di classificazione delle strutture vanno da 1 a 3

da in Dolore, Malattie, Sanità, cure-palliative
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    NOPAIN per il Dolore

    NOPAIN - Il “Libro Bianco” per le strutture che si occupano della cura del dolore è stato presentato a Milano nei giorni scorsi e contiene il resoconto di una indagine descrittiva delle strutture che in Italia si occupano del trattamento dei pazienti che soffrono di dolore cronico.

    Ben poco confortanti i risultati, le strutture sono insufficienti al bisogno e poche le risorse destinate al solo scopo di curare i malati cronici e di offrire strutture per le cure palliative.

    L’organizzazione delle strutture esistenti non sempre è coordinata e questo offre servizio frammentario e a volte non coerente o sovrapposto alle richieste, con la conseguenza di servizio disomogeneo e vuoti di servizio.

    Dura la critica dell’Associazione Italiana per la Cura della Malattia e del Dolore, che si occupa di salvaguardare gli interessi di 10 milioni di italiani, malati di patologie che comportano dolore cronico.

    Il libro bianco, come è stato nominato, sarà presentato nelle maggiori città italiane, per dare una panoramica complessiva di quella che è la situazione attuale, prossime tappe Torino e Napoli.

    Le strutture che si occupano della cura del dolore cronico, come descrive il libro, sono meno di una ogni 250 mila abitanti, nello specifico 0.66 per 250 mila abitanti. I medici specialisti invece sono 1.2 per 250 mila abitanti.

    Non sono forniti i dati totali delle risorse economiche che dipendono dalla situazione di ciascuna regione, mentre il quadro di insieme risulta fornire poche possibilità di sviluppo, anche se la richiesta è molto alta.

    Quando si tratta il problema del dolore cronico si tende a pensare alle cure palliative per i malati di cancro, non di questo invece si occupa il Libro bianco. Il libro bianco descrive tutti quesi casi in cui il dolore è di natura NON neoplastica, quindi invalidità permanente, dolori reumatici, anzianità con complicazioni di vario genere, dolori di origine traumatica, per patologie croniche in corso non tumorali.

    Il dolore è un limite oltre il quale raramente si avventura la indagine mediatica, perché parlare di dolore comporta il trattare caso per caso quelli che sono i pazienti, i malati, le terapie, le esigenze.

    Cosa certa è che il Libro Bianco di NOPAIN Onlus Associazione Italiana per la cura della Malattia Dolore è destinato a diventare un esempio di indagine medica scientifica per la programmazione politica e sanitaria.
    Lontano dall’essere un libro di denuncia offre materiale per progettare le scelte economiche e amministrative del paese in fatto di trattamento delle sindromi dolorose e di realizzazione di strutture idonee al caso: si tratta del primo studio in assoluto a trattare il dolore non neoplastico e le sue barriere.

    Le strutture indagate sono quelle che trattano il dolore nella sua interezza: i livelli di classificazione delle strutture vanno da 1 a 3. Nelle strutture che si occupano di prevenire, curare, indagare e fare ricerca sul dolore sono applicate le tecniche di cura palliativa, tipiche delle fasi avanzate della malattia cronica e/o degenerativa. La predisposizione della cultura del paese per questo genere di cure è ancora tutta da creare, non esiste ancora una linea programmatica che consenta di definire Cura Palliativa una cura alternativa a quella di fine vita, di cui invece il Libro Bianco non si occupa.

    Il libro bianco tratta invece le malattie croniche e le strutture che possono adeguare servizi in favore di pazienti che devono ricorrere alle cure ospedaliere, a visite periodiche, ospedalizzazione, che attualmente non hanno alternative alla cura tradizionale, con tutte le difficoltà del caso: tempi, costi, anche se sgravabili, disponibilità di strutture, code interminabili, prescrizioni, rischio di perdere il lavoro e l’autonomia etc..

    L’indagine è stata certificata dalla società SPC Srl di Milano, ha evidenziato inoltre una marcata disomogeneità dei servizi offerti ai pazienti ai vari livelli, sia in termini di caratteristiche organizzative, interventi erogati, risorse a disposizione, sia per le denominazioni adottate dalle medesime strutture.

    Secondo Oscar Giannino, autore della prefazione del Libro Bianco, “E’ una guerra culturale, prima ancora che chemio e neuro-farmacologica. Come tutte le guerre culturali, avrà bisogno di un lungo periodo d’ingaggio, prima di portare i suoi frutti. Info su http://www.nopain.it

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