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Leucemia: recente studio su nuova sostanza anti-cancro

Leucemia: recente studio su nuova sostanza anti-cancro

La leucemia, e tutte le sue varianti, è una patologia molto grave

da in Antiossidanti, Leucemia, Ricerca Medica, Terapie Alternative, Tumori, Globuli bianchi
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    Leucemia

    Un recente studio condotto presso l’Istituto di Scienze dell’Alimentazione del Consiglio Nazionale delle ricerche di Avellino ha evidenziato come la quercitina, una sostanza antiossidante che si trova facilmente in molti alimenti, potrebbe svolgere un’azione interessante contro la leucemia. Lo studio condotto dal dottor Gian Luigi Russo, e pubblicato sul British Journal of Cancer, è stato condotto su alcuni pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica. In questi volontari si è visto come la quercitina blocchi il processo di trasformazione di una cellula sana in cellula tumorale, oppure come abbia la capacità di invertirlo quando questo è già in atto.

    Dove si può trovare la quercitina? Questa sostanza così importante è contenuta nei capperi, nell’uva, nel sedano, nel vino, nelle cipolle e nelle mele. Secondo il dottor Russo la quantità di quercitina contenuta in questi alimenti, e quindi introdotta con la dieta è insufficiente ad esplicare un’azione anti-cancro. Occorre, quindi, assumere tale sostanza tramite integratori.

    Comunque mai eseguire le terapie fai da te! Infatti non dosare bene la sostanza, o con antiossidanti in genere, potrebbe essere molto pericoloso.

    Che tipo di leucemia è quella linfocitica? E’ un cancro che colpisce un determinato gruppo di globuli bianchi : i linfociti. Questi ultimi sono elementi del sangue, prodotti nel midollo osseo e che hanno come attività primaria quella di combattere le infezioni. In condizioni normali il midollo osseo produce un numero di linfociti tale da soddisfare le esigenze dell’organismo; mentre a causa della leucemia si ha un espansione clonale di questi ultimi che interessa sia i linfonodi che di altri tessuti linfoidi, per poi accumularsi nel midollo osseo ed infine nel sangue periferico. Se gli studi sulla quercitina dovessero continuare e dare risultati sempre così positivi, allora si potrebbe sperare in una cura preventiva.

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