Lenti a contatto: se usate male si perde la vista

Lenti a contatto: se usate male si perde la vista

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    Visita oculistica per lenti a contatto

    Lenti a contatto, sicuramente una grande conquista ma attenzione ad usarle male, in Italia, assurdamente, ogni giorno un italiano perde almeno un occhio perché usa male le lenti. Impressionante sicuramente, è quanto rileva un’indagine di Nexplora voluto dalla Società Oftalmologica Italiana che ha anche rilevato che a perdere la vista sono soprattutto le donne e, nell’ambito dei due sessi, l’età in cui si manifesta maggiormente il rischio è intorno ai 25 e i 34 anni, persone attentissime al benessere, all’immagine, dove le lentine sono anche uno strumento aggiuntivo per fare risaltare al meglio lo sguardo e gli occhi. Le lentine più accusate di provocare danni sono le morbide, le mensili o quindicinali.

    Il motivo per il quale si manifestano questi rischi è quasi sempre dovuto alla scarsa cura da parte degli utilizzatori, addirittura, 2 su 10 non curano come si dovrebbe le lenti a contatto e su 100 persone che utilizzano questi strumenti, almeno 19 non le deterge come dovrebbe prima di riporle e non fa il cosiddetto “rub”, ovvero il particolare massaggio con le dita alle lentine.

    Ma vediamo quali sono le regole da applicare nell’utilizzo di questi strumenti correttivi affidandoci a degli esperti.

    Gli sbagli più frequenti, le regole da osservare«Procedure – spiega Antonio Mocellin, vicepresidente «Soi» -, che sono invece fondamentali per la conservazione della lente, oltre che per la corretta igiene dell’occhio. Il “massaggio” della lente con la “soluzione unica” – spiega l’oculista – serve a ripulirla delle proteine che vi si depositano con l’uso e bisogna farlo sempre. Mentre i contenitori delle lenti devono essere sostituiti ogni mese».

    Differente discorso per le «one day» e le semirigide (gaspermeabili): le prime devono essere assolutamente buttate via dopo l’uso, anche se sono state portate per poche ore; le altre sono meno a rischio di infezioni, ma va ugualmente osservata una igiene scrupolosa».

    Le lenti, inoltre, non si lavano sotto l’acqua del rubinetto e non ci si fa la doccia indossandole, come ricorda

    Il segretario della Società Oftalmologica Italiana Matteo Piovella Il motivo, semplice, l’acqua corrente contamina le lenti con infezioni del tipo acantoameba i cui danni da questa aggressione sono rappresentati da ascessi e cheratiti corneali irreversibili. Non mancano infezioni da candida, streptococco, stafilococco, pseudomonas. Rischi gravi che dovrebbero convincere gli utilizzatori ad attenersi a queste norme elementari igieniche, eppure, eppure 26 persone su 100 non resistono dalla tentazione di sciacquare le lenti sotto il rubinetto.

    Con l’uso scorretto si rischiano pericolose infezioni«Questo cattivo uso delle lenti a contatto e la mancanza di informazioni corrette che ne sta alla base, è conseguenza – secondo Piovella – della negativa frattura, che c’è solo in Italia, fra medici oculisti e ottici. Tutto questo – conclude il segretario Soi – è anche causa della alta quota di abbandono (per sopraggiunta intolleranza o peggio) che arriva al 25-30%. E del fatto che in Italia, l’uso delle lenti a contatto resti al di sotto del 40% rispetto agli altri Paesi europei».

    Dunque, usate le lenti a contatto, ma attenzione alle procedure per mantenerle sempre un valido supporto alla vista e mai un suo attentato.