Leismaniosi: protozoi e rischio, attivo un progetto in Etiopia

Leismaniosi: protozoi e rischio, attivo un progetto in Etiopia

La leismaniosi e' conosciuta in Italia come la malattia dei cani e dei ratti, ma in realta' puo' anche colpire l'uomo, sono 22 le forme della malattia che possono aggredirlo, vediamo insieme di che cosa si tratta

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    Leismaniosi

    Sostenere la ricerca medica per trovare le cure anche alle malattie che non sono diffuse nei paesi industrializzati, ma che colpiscono tante persone: e’ per questo che la UBS Optimum Foundation lavora, in paesi come Asia, Africa, America Latina, ed e’ proprio in una regione dell’Africa, in Etiopia, che la Fondazione ha deciso di impiantare il suo progetto per lo studio e la prevenzione della Leismaniosi.

    La curiosita’ di fronte a una malattia poco conosciuta in Europa, porta a volerne sapere di piu’, anche se della Leismaniosi si parla poco, in genere, non e’ tra quelle malattie che possono riguardare chi vive nei paesi industrializzati, perche’ nell’asfalto il protozoo non trova conforto, e non spaventa nemmeno per chi se ne va in viaggio in Africa, perche’ non e’ una di quelle malattie che si possono facilmente contrarre in un viaggio di piacere. Uccide 59 mila persone all’anno e ne colpisce 1.5 milioni in forma cutanea e 500 mila in forma viscerale.

    La leismaniosi si trasmette attraverso dei protozoi, le leishmanie, dei microrganismi che si spostano attraverso gli insetti, per andare a insediarsi poi si animali piu’ grossi o anche l’uomo; e’ dal 1979 che si conosce l’esistenza di questo protozoo, pericoloso per l’uomo, grazie alla ricerca di Lainson e Shaw, che li hanno scoperti e classificati proprio in quell’anno.

    Questi protozoi entrano nell’organismo attraverso le punture di insetti e di animali veicolo, ma possono anche entrare in contatto con l’uomo attraverso l’ingestione di cibo; nella maggioranza dei casi a essere punti dagli animali contagiati sono i mammiferi, tra cui appunto l’uomo.

    Il protozoo si sviluppa nei mammiferi insediandosi come cellula monocitaria, istiocitaria o in genere macrofagica, nel citoplasma scova un vacuolo e si insedia, si fonde nel lisosoma e si moltoplica per scissione. Negli animali vettore, invece, si insedia dando luogo alla forma flagellata, chiamata promastigota o paramastigota.

    Nell’insetto il parassita riesce a sopravvivere da 4 a 20 giorni al massimo, e per l’uomo europeo l’unico rischio e’ reale se c’e’ la possibilita’ di entrare in contatto con la tipologia canina, conosciuta col nome di Leishmania infantum.

    La malattia e’ diffusa in Europa in paesi come la Spagna, la Grecia, il Sud Italia; ma il primo responsabile della diffusione della malattia e’ il cane, in secondo luogo il ratto. Entrambi sono soggetti al parassita. Il flebotoma puo’ contagiare solo attraverso le punture, e il suo volo non supera i 2.3 km.

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