Legionella: sintomi, contagio, incubazione e terapia

Legionella: sintomi, contagio, incubazione e terapia

Il batterio legionella causa diversi tipi di infezioni

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    Legionella: quali i sintomi, il contagio, l’incubazione e la terapia? Questo batterio causa diverse tipologie di infezioni, che vengono indicate con il termine generico di legionellosi. Solitamente si fa la distinzione tra due tipi di patologie, la malattia dei legionari, la forma più grave di questa infezione, e la febbre di Pontiac, nella maggior parte dei casi non letale. Generalmente, quando si parla di legionella, ci si riferisce nel linguaggio comune alla prima tipologia di infezione, che ha degli effetti più pesanti sull’organismo umano rispetto alla seconda, una forma pseudo-influenzale.

    I sintomi

    I sintomi della legionella interessano principalmente l’apparato respiratorio. Nel caso della malattia dei legionari, si tratta di una vera e propria polmonite acuta, che spesso è difficile da diagnosticare in modo preciso, visto che le manifestazioni sintomatologiche sono simili a quelle di una comune influenza. Si può manifestare mal di testa, oltre a febbre alta, una sensazione di malessere generale e difficoltà respiratoria. Raramente potrebbero insorgere anche ascesso polmonare e insufficienza respiratoria. E’ bene ricordare che a volte la patologia può scatenare anche altri disturbi a carico di ulteriori organi del corpo, come problemi gastrici e renali. Ma in questo caso l’infezione viene riconosciuta più in fretta dagli esperti, che possono mettere a punto delle adeguate terapie per sconfiggerla.

    La febbre di Pontiac non è molto grave, a differenza della malattia dei legionari (quest’ultima causa circa il 10% delle vittime nella totalità dei casi). La forma acuta della febbre di Pontiac causa sintomi simili a quelli dell’influenza: mal di testa, tosse, febbre alta e malessere generale.

    Il contagio

    L’organismo responsabile di queste infezioni sopravvive e si diffonde in maniera particolare in ambienti acquatici all’interno dei quali si abbia una temperatura tra 32 e 45 gradi. A rischio non sono solo laghi e fiumi, ma anche tubature d’acqua degli edifici, piscine e strutture termali, docce e condizionatori. E’ importante notare che il contagio non avviene da una persona ad un’altra. Il batterio può entrare nel nostro organismo semplicemente respirando delle goccioline di acqua in cui è presente il microrganismo.

    Soggetti particolarmente a rischio sono i fumatori, coloro che soffrono di disturbi polmonari e gli anziani.

    L’incubazione

    Anche in questo caso dobbiamo distinguere tra le due diverse forme di infezione. Nel caso della sindrome dei legionari il periodo di incubazione può variare dalle 2 ore ai 10 giorni. La febbre di Pontiac, considerando che solitamente segue il corso di una comune influenza, ha, invece, un’incubazione che va dalle 24 alle 48 ore.

    La terapia

    La terapia della legionella deve partire, innanzitutto, dalla prevenzione. Bisogna cercare di agire attivamente per evitare la diffusione del batterio nei luoghi considerati maggiormente a rischio. Si dovrebbero controllare spesso, ad esempio, i sistemi di condizionamento o quelli che consentono il passaggio dell’acqua.

    Esistono comunque dei farmaci per trattare l’infezione. Nel caso della malattia dei legionari, si utilizzano degli antibiotici, come la claritromicina e l’azitromicina (in passato veniva usata spesso l’eritromicina), che consentono di rendere più lievi i sintomi. Naturalmente la cura dipende dallo stato di salute generale del paziente e dalla gravità del problema. La febbre di Pontiac si risolve, nella maggior parte dei casi, da sola nel giro di 2 o 5 giorni. In questo caso solitamente non è necessario ricorrere a delle terapie specifiche.

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