Legge 194: Livia Turco e l’appello alle donne

Legge 194: Livia Turco e l’appello alle donne
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    ministero


    “Prima di tutto chiedere alle donne”
    esordisce Livia Turco quando si tratta di discutere sulla Legge 194, e lo ha detto anche in Televisione, su Raiuno, quando e’ stata invitata a dire la sua in merito al dibattito che si e’ riaccesso improvvisamente in questo periodo in seguito alla proposta dura di una moratoria sull’aborto, dopo la moratoria sulla pena di morte.

    Questa legge, ripete ad ogni intervento la Ministra, ha avuto ed ha il grandissimo merito di avere ridotto del 60% i casi di aborto e di interruzione della gravidanza. Accordo trasversale questo sul fatto che la attuale 194 non e’ una legge cattiva, e nemmeno una cattiva legge.

    La Ministra pero’ in fatto di interruzioni di gravidanza vuole fare luce, una volta per tutte, e per onesta’ intellettuale ha interpellato in primis il Consiglio superiore di sanita’ perche’ sia chiarito il ruolo del medico e sia chiarito il ruolo della paziente in fatto di potere sulla vita, o meglio, per sapere se e’ univoca una definizione di vita autonoma del feto.

    Martedi’ prossimo la Commissione si riunira’ per discutere della soglia massima delle settimane ammesse, se 21 o 22, ma in ogni caso la legge rimarra’ invariata. La facolta’ di modificare una legge e’ solo del Parlamento eventualmente, mentre il parere del Consiglio superiore di sanita’ e’ un parere autorevole che serve a tutti.

    Quasi una volonta’ di prendere una posizione superpartes quella della Ministra, che in fatto di interruzione di gravidanza ha parlato anche della pillola RU 486, definendola una opportunita’ i piu’ per i medici italiani, che pero’ non ha a che fare con la 194, ma che potrebbe essere meglio regolamentata per la tutela della salute della donna.

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