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Le vie aeree: come intervenire nei casi di soffocamento

Le vie aeree: come intervenire nei casi di soffocamento

Per affrontare l'asfissia la prima tecnica di soccorso e' la respirazione artificiale

da in Apparato respiratorio, Bambini, Malattie, Polmoni, Respirazione
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    Respirazione

    Le vie respiratorie sono costituite da: bocca/naso, faringe, laringe, trache, bronchi, bronchioli polmonari e alveoli polmonari (la bocca non ne farebbe parte in realta’, ma come funzione secondaria puo’ avere anche questa funzione per respirare), e insieme costituiscono l’apparato respiratorio, indispensabile per assumere aria, ovvero ossigeno, da utilizzare purificato nel sangue per la respirazione cellulare e per eliminare l’anidride carbonica di scarto. Se questo apparato funziona male, tutto il corpo immediatamente ne risente.

    Ogni parte di questo apparato svolge una funzione importante nel processo della respirazione: il naso, per primo, serve per inalare aria, ed e’ caldo e umido, per rendere l’aria di provenienza esterna adatta (adattata) alle caratteristiche dell’organo ospite (caldo e umido); esse sono riscaldate grazie a un fitto sistema di capillari e venuzze che portano fin in superficie il sangue caldo che lavora per conduzione e per contatto con l’aria. Le pareti del naso sono rese appiccicose grazie al muco e trattengono cosi’ le impurita’: prestando attenzione, infatti, negli ambienti dove c’e’ polvere si tende a starnutire e lentamente ad aumentare la produzione di muco, questo per via di una automatica reazione scatenata dai villi, che inducono a reagire il corpo umano. Nel naso sono collocati anche i recettori degli odori.

    Dal naso l’aria passa alla faringe e alla laringe, che sono immediatamente dietro la lingua, prima della gola. Sono formate da membrane che dividono l’aria dall’acqua e dal cibo, impedendo che questi ultimi finiscano per intasare i polmoni; questa divisione e’ opera ella epiglottide, che nei bambini lavora in modo che riescano a bere la poppata e respirare, contemporaneamente, funzione che con l’eta’ si perde naturalmente. Nella laringe, invece, l’aria produce suono, grazie alla vibrazione delle corde vocali.

    Dalla laringe l’aria passa lentamente nella trachea, che consiste in un tubo flessibile lungo circa 12 centimentri, formato da anelli cartilaginei, che servono per mantenere il tubo disponibile all’accoglienza dell’aria, evitando che collassi, ma elastico nel momento della difesa, ad esempio quado si tossisce; nella trachea ci sono anche le ciglia vibratili, che sono responsabili della espulsione del muco e del catarro quando si respirano dei micro corpi estranei o delle polveri irritanti che, se non fossero epurate, sarebbero congestionanti per i bronchi e i bronchioli. Le impurita’ frenate dalle ciglia si espellono con la tosse.

    Infine la trachea, nella parte piu’ bassa, si divide in due, dando luogo ai due rami dei bronchi, che entrano ciascuno in un polmone, ramificandosi via via in bronchioli, e in alveoli polmnari, composti da vasi sanguigni, dove avviene l’indispensabile scambio gassoso, tra ossigenoi entrata e anidride carbonica in uscita. Nei polmoni, oltre che lo scambio gassoso, si completa anche la purificazione dell’aria. I polmoni sono protetti dalla gabbia toracica, che serve a evitare lo schiacciamento dei lobi polmonari.

    Quando per colpa di un incidente (soffocamento – trauma – inalazione) l’apparato respiratorio smette di funzionare, bisogna intervenire immediatamente, piche’ il corpo umano senza ossigeno non ha capacita’ di sopravvivenza: che fare?

    Per intervenire con successo esistono vari sistemi di pronto soccorso, uno di questi e’ la respirazione artificiale stimolata manualmente. Per procedere a un intervento del genere e’ necessario liberare le vie di accesso dell’aria al corpo, per sbloccare lo stato di asfissia; del resto l’asfissia ha delle caratteristiche che la rendono incnfndibile: cianosi, assenza di respiro, colorito di labbra – orecchie – unghie bluastro. Nello stato di restringimento delle vie aeree bisogna allora poosizionare il capo in una posizione anti – soffocamento, leggermente indietro, di lato, col mento alto.

    La lingua va tirata avanti per liberare la trachea, e in seguito aperta la bocca per estrarre eventuali corpi estranei. Queste tecniche servono se non e’ la gabbia a essere danneggiata: in tal caso bisogna ricorrere all’intubazione artificiale.

    Se dopo aver rimosso i corpi estranei
    non accade nulla allora bisogna inalare con forza l’aria, per evitare la morte del malcapitato: il tempo per tutte queste operazioni e’ di circa 4 minuti. Con la testa in tensione per facilitare il passaggio dell’aria, con una mano sotto la nuca, chiuso il naso, si trapassa l’aria dai propri polmoni ai polmoni del ferito, soffiando fortemente. L’operazione va ripetuta tre o quattro volte, controllando i movimenti toracici e il battoto cardiaco; se la respirazione non riprende da sola bisogna continuare fino alla intubazione. In alcuni casi e’ piu’ comodo usare come entrata e uscita dell’aria il naso, al posto che la bocca.

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