Le protesi mammarie sono sicure. Ma occhio ai sintomi dell’ALCL

Le protesi mammarie sono sicure. Ma occhio ai sintomi dell’ALCL

Esiste una correlazione tra le protesi mammarie e il linfoma anaplastico a grandi cellule (ALCL)? Secondo gli esperti della SICPRE, la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, non c'è di che preoccuparsi

da in Chirurgia estetica, Tumori
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    Chirurgia Plastica Seno protesi

    Dopo le protesi PIP, è l’ALCL, il linfoma anaplastico a grandi cellule, l’ultimo “incubo” per le donne portatrici di protesi mammarie. Nonostante le notizie apparse nei giorni scorsi sui giornali, però, “Non ci sono gli estremi per suscitare allarmismo” spiega Fabrizio Malan, presidente della SICPRE, la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica che riunisce l’80% degli specialisti del nostro Paese.

    “Tuttavia è giusto e doveroso informare – dice ancora Malan – spiegando alle donne quali sono i sintomi. Il tutto sempre ricordando che nessuna evidenza scientifica individua una relazione certa tra questo tumore e la presenza di protesi”.

    I sintomi sono rari e inequivocabili: innanzitutto, un rigonfiamento sieroso in assenza di traumi e di infezioni, che compare almeno 6 mesi dopo l’intervento, proprio dove è stata impiantata la protesi per la mastoplastica additiva, l’aumento del seno, o una ricostruzione post-tumore. Ecco il campanello d’allarme che deve invitare le donne a rivolgersi al proprio chirurgo.

    L’ALCL è una rara forma di linfoma non-Hodgkin che si sviluppa a carico dei linfociti T del sistema immunitario.

    Nel 2014, per dare l’idea dell’entità del fenomeno, i casi di ALCL associati a protesi mammarie sono stati circa 170 in tutto il mondo. Un fenomeno che però, anche su invito del Ministero della Salute, si continua a studiare.

    Fabio Santanelli di Pompeo, direttore della scuola di Specialità presso l’Università La Sapienza di Roma, è in prima linea nella ricerca, alla guida dell’unico centro italiano di riferimento per questa patologia, presso l’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma. “Nell’ambito della nostra ricerca – racconta – abbiamo evidenziato e studiato 4 nuovi casi di linfoma anaplastico a grandi cellule associato a protesi mammarie, tre per ricostruzione mammaria post-oncologica e uno per mastoplastica additiva, che saranno pubblicati sul numero di agosto del Plastic and Reconstructive Surgery. In base ai dati scientifici attuali, non c’è nessun nesso tra l’insorgenza del linfoma anaplastico a grandi cellule e le protesi mammarie”. Nessun legame infine, anche tra l’ALCL e uno specifico tipo di protesi, né tra la mastoplastica additiva e la ricostruzione mammaria in seguito a tumore.

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