Le patologie oculari rallentate con l’ausilio di nanoparticelle artificiali

Le patologie oculari rallentate con l’ausilio di nanoparticelle artificiali

Le patologie oculari, come la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare, che purtroppo possono portare alla cecità, possono essere rallentate da una metodica con le nanoparticelle artificiali

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    La nuova metodica con le nanoparticelle artificiali aiuterà a rallentare le patologie oculari come la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare. Queste particelle, con dimensioni poco più superiori a 4 nanometri, sono il trattamento del futuro anche di altre patologie importanti come i tumori. Grazie a queste i farmaci chemioterapici potranno essere indirizzati direttamente alle cellule malate senza dover coinvolgere i tessuti circostanti.

    Anche per quanto riguarda il trattamento delle patologie oculari, le nanoparticelle serviranno per veicolare i farmaci, steroidi, nelle cellule danneggiate. Questo importante risultato deriva da una ricerca condotta dagli studiosi della Wayne State University, della Mayo Clinic e della Johns Hopkins Medecine, che ha visto appunto l’uso di dendrimeri (le nanoparticelle in questione) per trasportare particolari steroidi e proteggere dall’infiammazione la parte dell’occhio interessata per almeno un mese.


    Le cellule bersaglio sono quelle microgliali, facenti parte del sistema immunitario ed aventi la funzione di rimuovere il materiale dell’occhio già morto o che sta per morire. Quando queste cellule vengono attivate possono provocare un’infiammazione del sistema nervoso centrale, precisamente una neuroinfiammazione che causa le patologie come la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare che colpiscono la retina e che possono portare alla cecità. Sino ad ora questo trattamento rallenta la malattia temporaneamente, ma con un sollievo per i pazienti da non sottovalutare; e rappresenta sicuramente la base per terapie molto più lunghe.

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