Le diversità cerebrali causano l’abuso di fumo, alcol e droghe

Le diversità cerebrali causano l’abuso di fumo, alcol e droghe

Uno studio sia americano ma anche a livello internazionale ha evidenziato le aree cerebrali (o network) responsabili dei comportamenti impulsivi e a rischio che scaturiscono nell’uso di droghe, di fumo e di alcol

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    Le persone che fanno abuso di droghe, alcol e fumo hanno un cervello che presenta delle differenze rispetto a quelle che conducono una vita senza vizi. Questo spiegherebbe il perché alcuni giovani non riescono a resistere alla tentazione di provare a fumare o a bere, mentre altri si, e quindi risultano meno impulsivi. Uno studio americano, e altre ricerche condotte dall’Unione Europea, avrebbe scoperto come le differenze esistenti in alcune zone cerebrali riescano a indirizzare l’impulsività delle persone. Grazie a questi risultati si potranno prevenire i comportamenti a rischio di molte persone, in particolar modo dei giovani, evitando degli incidenti e quindi delle probabili morti.

    Lo studio americano

    studio americano fumo alcol drogheUno studio condotto da due ricercatori americani, i dottori Robert Whelan e Hugh Garavan (che ha anche firmato il lavoro) dell’University of Vermont, insieme ad altri colleghi internazionali ha evidenziato le differenze esistenti nei cervelli di persone che facevano abuso di sostanze come alcol, droghe e fumo, rispetto a quelli di chi non ne aveva mai fatto uso. Per questa ricerca, pubblicata su Nature Neuroscience, sono stati coinvolti 1900 giovani, di quattordici anni, i quali sono stati sottoposti a degli esami con risonanza magnetica. Mediante queste analisi si sono potute identificare le aree del cervello, chiamate network, adibite alle decisioni. Ossia zone cerebrali che si attivano nel momento in cui bisogna prendere una decisione, fare una scelta. Un’attività diminuita di queste zone sarebbe la causa dell’impulsività di molti giovani e dell’uso di droghe. Quale area cerebrale è coinvolta? Secondo gli scienziati la corteccia orbito-frontale sarebbe coinvolta in questa riduzione di attività da parte dei network.

    I ricercatori hanno inoltre evidenziato come questi ultimi non siano gli stessi responsabili dell’ADHD (iperreattività con deficit di attenzione) come, invece, si credeva in passato. Questo significa che nel nostro cervello vi sono sia aree responsabili dell’impulsività che porta al consumo di droghe e alcol, e altre legate all’ADHD.

    Ulteriori studi per predire i comportamenti a rischio

    studi predire comportamenti rischioL’uso di fumo, alcol e droghe, responsabile della miriade di incidenti sia stradali ma anche riguardanti il proprio fisico, auto-inflitti, purtroppo anche mortali, che molto spesso sono argomento di notizie di cronaca dei giorni nostri e riguarderebbero, soprattutto, giovani ragazzi. Tutto ciò sarebbe stato e sarà oggetto di ulteriori studi. A livello europeo sarà condotta una ricerca lanciata appunto dall’Unione Europea che coinvolgerà circa 2.000 teenager volontari provenienti dall’Irlanda, dall’Inghilterra, dalla Francia e dalla Germania, i quali sono saranno sottoposti a esami di neuroimaging, come la risonanza magnetica, e si sottolineeranno i motivi per cui alcuni ragazzi non riescono a dire di no all’uso di droghe mentre altri si. Grazie a questi si potranno confermare i risultati dei precedenti studi e l’identificazione delle zone cerebrali e della loro responsabilità nei comportamenti a rischio.

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