Le barriere architettoniche più diffuse e il diritto alla mobilità dei disabili

Le barriere architettoniche più diffuse e il diritto alla mobilità dei disabili

Il problema delle barriere architettoniche che ostacolano il diritto alla mobilità dei disabili è sempre più sentito, e solo nell’ultimo periodo sembra che qualcosa si stia muovendo da parte dei Comuni

da in Disabilità, Disagio
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    I disabili hanno il diritto, come tutti i cittadini normodotati, alla mobilità. Tuttavia nelle nostre città le barriere architettoniche la impediscono. Non vi raccontiamo un problema nuovo, uno scoop, ma vi riportiamo una questione di cui ormai si parla da qualche anno, attraverso lamentele e denuncie in televisione, sui giornali, con servizi che testimoniano la realtà dei fatti. Ma nonostante ciò il problema sussiste e causa difficoltà alle persone affette da disabilità. La mancanza di scivoli, di marciapiedi adatti, di pedane sui servizi pubblici, di percorsi tattili, costringono le persone in carrozzina o i non vedenti a rinunciare ad una passeggiata, a potersi recare ovunque vogliano autonomamente o accompagnati da qualcuno.

    Le denuncie dei cittadini e le barriere nelle città

    denuncia cittadino romanoLe denuncie sono all’ordine del giorno, e coinvolgono Nord e Sud Italia indistintamente. Un caso che ha fatto parlare è quello venuto fuori in seguito alla denuncia di un cittadino romano, più di due anni fa, costretto prima a segnalare e dopo anche a rivolgersi ai magistrati per quanto riguarda i problemi che gli ostacoli e le barriere architettoniche site in alcune vie di Roma, stavano provocando alla sua mobilità. I magistrati, avendo verificato la presenza effettiva di ostacoli per i disabili, hanno ordinato all’amministrazione comunale della capitale di mettere a norma alcuni marciapiedi del centro storico. La mancanza di scivoli nei marciapiedi e con un rialzo continuo, troppo stretti per le carrozzine, obbligava e obbliga tuttora, le persone disabili a transitare sul ciglio della strada con tutti i pericoli dovuti al traffico. E questo non solo a Roma, nonostante questa sia una città turistica nonchè la nostra capitale. Anche viaggiare con i mezzi pubblici purtroppo diventa un’impresa, in quanto non dotati di pedane, oppure, beffa delle beffe, con pedane non funzionanti.

    Per potersi spostare con i mezzi pubblici si deve attendere, ed essere fortunati, che passi l’autobus attrezzato con pedana funzionante, altrimenti o si chiede aiuto a persone di buon cuore che permettono la salita della carrozzina sul mezzo, o altrimenti si rimane a terra. Insomma situazioni che creano un disagio non indifferente a chi è già stato messo a dura prova dalla vita.

    Oltre ai marciapiedi e ai trasporti, un altro problema si è riscontrato nei percorsi tattili per i non vedenti. È inutile, come sottolineano alcune persone, che vi siano le scritte in braille davanti ai monumenti, quando è impossibile arrivarci sia per la mancanza del percorso tattile, sia per le modifiche che sono state fatte nelle indicazioni.

    Progressi fatti sino ad oggi

    progressi fatti oggiRecentemente una sentenza del Tribunale di Roma (che fa riferimento alla legge n. 67 del 2006) “Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni” ha confermato l’obbligo di rimuovere la discriminazione esistente per quanto riguarda la mobilità dei disabili. Sino ad oggi sono stati eseguiti dei lavori in alcune zone di Roma, che comprendono la costruzione di nuovi scivoli. Anche i cittadini singoli propongono delle iniziative per risolvere il prima possibile il problema, come l’idea messa a punto da un gruppo di docenti lo scorso autunno: fare un elenco, una mappa, di tutte le strade con marciapiedi senza scivoli, specificando indirizzo e numero civico che si trova in corrispondenza dell’ostacolo. Tutto ciò è stato consegnato all’Assessorato ai lavori pubblici.

    Purtroppo tali situazioni non solo creano sconforto nel disabile, ma aggravano ulteriormente lo stato d’animo, accentuando di conseguenza la “non normalità“. Quest’ultimo termine è ampiamente utilizzato in Italia così come “diverso”, che vanno ad identificare una persona che presenta problemi di disabilità. In altri paesi evoluti, come gli Stati Uniti, tali problematiche non esistono poiché il cittadino disabile può affermare la propria identità senza essere definito diverso. In USA sono state del tutto rimosse le barriere architettoniche garantendo un’ambiente accessibile a tutti i cittadini portatori di handicap e non. Speriamo che queste iniziative e le continue segnalazioni riescano a smuovere qualcosa a Roma, e in tutte le altre città d’Italia.

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