Lavorare meno per vivere meglio e essere felici

Secondo alcuni studi, sono diversi i disturbi della salute arrecati dalle troppe ore lavorative, così come dall'eccessiva mole di lavoro. Lavorare meno pare, dunque, essere la chiave per vivere meglio ed essere felici, così da migliorare la qualità della vita. Lavorare meno ore fa bene alla salute e i benefici e gli effetti positivi sono diversi. Scopriamo di più in merito.

da , il

    Lavoro laptop

    Lavorare meno per vivere meglio ed essere felici? A quanto sembra, le giornate di lavoro più corte sono in grado di ridurre i disturbi della salute, migliorando la qualità della vita, oltre che la produttività e riducendo, di conseguenza, anche lo stress. Lavorare meno ore fa, dunque, bene alla salute e i benefici e gli effetti positivi non mancano, ma non solo: pare che lavorare meno aiuti a lavorare meglio e aumenti la produttività. Siete curiosi di scoprire di più in merito? Allora, continuate a leggere.

    Lavorare meno per vivere meglio

    Le giornate lavorative più brevi, così come le settimane più corte, pare siano particolarmente positive per la salute: lo stress diminuisce e la salute in generale ne trae benefici. Lavorare meno per vivere meglio? Gli effetti del lavoro eccessivo sono, purtroppo, negativi e anche abbastanza noti: secondo alcune ricerche, chi si trova in ufficio per più di 55 ore a settimana corre il 33 per cento in più il rischio di incorrere in infarto o ischemia cerebrale e circa il 13 per cento in più di incorrere in patologie coronariche rispetto a chi lavora 35-40 ore a settimana. In Giappone, esiste addirittura un termine che indica la morte causata dal troppo lavoro, sia che essa avvenga per suicidio o per cause fisiche: parliamo del cosiddetto “karoshi”.

    Lavorare meno fa, dunque, bene alla salute e dovrebbe anche aumentare la produttività: a confermarlo sono i risultati di diverse ricerche, tra cui un esperimento effettuato in Svezia nella città di Göteborg: per un anno, un gruppo di 68 infermiere – le quali lavoravano all’interno di una casa di risposo – hanno lavorato sei ore al posto delle classiche otto ore e, dopo circa dodici mesi, lo stato di salute delle donne non ha lasciato dubbi: meno stress e più felicità rispetto alle colleghe che effettuavano il full time, ma anche un aumento della produttività a lavoro a beneficio degli anziani accuditi.

    Lavorare meno aumenta la produttività?

    Resta acceso il dibattito sull’effettivo aumento o meno della produttività a lavoro dovuto ad una riduzione dell’orario di lavoro: nel 2014, ad esempio, uno studio della Stanford University mostrò che il rapporto tra la lunghezza dell’orario lavorativo e la produttività fosse, in realtà, debole; una ricerca del Family and Work Institute USA, invece, dimostrerebbe l’esatto opposto, perché più chi lavora è stanco e maggiore è il numero di errori che commette e, in effetti, per logica, così dovrebbe essere. Lavorare meno ore aumenta, quindi, la produttività e permette di lavorare meglio? Lavorare meno fa bene alla carriera? Anche la Gran Bretagna ha detto la sua in merito, ma tramite un recente sondaggio: sei manager su dieci pare credano che diminuire l’orario lavorativo aumenti, realmente, la produttività. Al tempo stesso, psicologi del lavoro ed economisti studiano la questione da tempo, ma non c’è una soluzione definitiva: un altro studio svedese – stavolta dello Swedish National Institute of Working Life – di dieci anni fa, ha sperimentato l’orario lavorativo di sei ore e quello di otto ore su più di 500 lavoratori del settore pubblico – per la durata di oltre un anno e senza riduzioni di stipendio – e, al termine dello studio, il risultato è stato sempre quello: i lavoratori delle sei ore giornaliere erano, visibilmente, più felici e meno stressati, ma non si è giunti ad una risposta certa sulla produttività, in quanto risultò difficile quantificare i risultati.

    I benefici sulla salute

    Se è vero che lavorare troppo fa ammalare, quali sono i benefici sulla salute del lavorare meno? Gli effetti positivi sulla salute non mancano; sebbene, anche in questo caso, vi siano dei dubbi in merito, almeno a detta di alcuni studi. Diverse sono le ricerche che hanno messo in evidenza, negli anni, una riduzione dello stress, della pressione arteriosa e anche dei problemi di salute psico-fisica, come la depressione e gli stati d’ansia; altri studi, però, hanno analizzato gli effetti del malessere da lavoro e non sempre hanno riscontrato minori livelli di cortisolo, ovvero dell’ormone dello stress. Un esempio? Lo scorso anno, un terzo studio svedese – effettuato nella città di Umeå – mise in evidenza un aumento dei giorni di malattia in correlazione alla riduzione delle ore lavorative. Di risultato opposto, invece, lo studio precedentemente citato della città svedese di Göteborg: lo studio presso la casa di riposo per anziani – di durata più lunga rispetto a quello di Umeå – invece, riscontrò una riduzione dei permessi per malattia del 10 per cento associati alla riduzione dell’orario di lavoro e, dunque, dei benefici reali per la salute.

    I risultati differenti possono essere spiegati dal fatto che, in alcuni casi, la riduzione dell’orario lavorativo non coincidesse con una diminuzione del lavoro da svolgere: la quantità delle cose da fare era, infatti, sempre la stessa, ma il tempo per fare tutto di meno.

    Lavorare meno, ma lavorare tutti

    A sottolineare l’importanza di una riduzione non solo dell’orario di lavoro, ma anche della quantità di lavoro è il dottore John Ashton, ovvero uno dei più importanti medici inglesi e Presidente della Faculty of Public Health del Regno Unito: ridurre la mole di cose da fare porterebbe a molti benefici e sarebbe, secondo Ashton, anche un modo per contrastare la disoccupazione. Il motivo? C’è una grossa fetta di popolazione che lavora troppo e un’alta percentuale di persone che non lavora affatto, dunque lavorare meno, ma lavorare tutti potrebbe essere la soluzione per stare meglio,

    godersi la vita, essere felici e guadagnare, ugualmente.

    Secondo quanto rivelato al Guardian dal dottor Ashton, le persone dovrebbero godere di più tempo libero da trascorrere con le proprie famiglie, oltre che per riposare e pensare alla propria salute: allentare i ritmi di lavoro permetterebbe di evitare i disturbi prima citati, a beneficio anche della spesa per la Sanità Pubblica.