Latte: va bollito in certi casi

Il latte va bollito, specialmente in due casi

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    Mucca

    strong> Il latte va bollito, perché sia sano, non tutto in generale, parliamo del latte alla spina, un prodotto crudo non pastorizzato distribuito dagli allevatori causerebbe molto probabilmente diarrea e infezioni di batteri. “Il latte della mucca, appena munto con la mungitrice, può essere contaminato, per cui va bollito e pastorizzato con un processo preciso seguendo i dettami dell’Unione Europea.” Lo ha dichiarato un professore universitario, Gianfranco delle Fave, ordinario di Gastroenterologia presso “La Sapienza” di Roma.

    I centri di distribuzione del latte crudo saranno oggetto di controlli nei prossimi giorni, per cui i 2 mila circa punti vendita che sono dislocati nel paese saranno controllati per verificare se le norme sanitarie sono rispettate oppure no.

    In Italia non sono tanti i consumatori diretti del latte. Sono molte di più le persone che usano il latte crudo negli USA che non in Italia, dove è più semplice l’acquisto direttamente al supermercato, in confezioni ermeticamente sigillate.

    Il latte, se non si è in un buono stato di salute, può fare male, perché è pesante, perché contiene grassi e può contenere batteri, può causare problemi digestivi o di assimilazione.

    In ogni caso la distribuzione in Italia segue logiche ferree: il latte in commercio nei negozi è pastorizzato, non sono autorizzate le vendite dirette se non nei centri a profilassi con rispetto delle norme Cee e non si usa praticare forme di vendita diretta se non in alpeggi e allevamenti autorizzati, un fatto, questo, che da solo dovrebbe essere sufficiente per tranquillizzare i consumatori.

    Ad ogni modo, anche il latte pastorizzato, se non siete in buona salute, fatelo bollire prima di consumarlo, per eventualmente ridurre il rischio di contaminazione, che con le tecniche di produzione del latte di oggi è più alto nel frigo, nei giorni di conservazione dall’apertura della confezione, che non al supermercato.

    Foto da Google

    Fonte Polizia Sanitaria