Latte crudo “alla spina” si, ma con prudenza!

Latte crudo “alla spina” si, ma con prudenza!

Ottimo il latte prelevato "alla spina" ma con le precauzioni del caso, in primis la bollitura e la conservazione che non dovrà mai andare oltre i tre giorni dall'acquisto; mai consumarlo sul posto

da in Alimentazione, Benessere, Latte, Primo Piano
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    Latte crudo alla spina

    L’idea è vincente, acquistare il latte sfuso direttamente in quei centri dove è possibile, previa corresponsione di una monetina, generalmente di un euro, attingere il latte “alla spina”; un’idea sicuramente buona da un punto di vista economico, visto il risparmio per le famiglie e anche organolettico, considerato il fatto che dietro il distributore c’è sempre un’azienda agricola qualificata che si cura della distribuzione del prezioso alimento.

    Ma c’è un ma…. Occorre prudenza ed un minimo di informazione per non incorrere in inconvenienti, a volte per nulla trascurabili, a seguito del consumo di questo latte. Intanto occorre dire che non siamo in presenza di un latte a lunga conservazione, dunque, l’alimento va consumato entro tre giorni dall’acquisto, così come viene fatto divieto di presentarsi con bicchieri che potrebbero incoraggiare il cliente ad un consumo diretto dell’alimento.

    Ciò in quanto, come verrà chiaramente indicato nei contenitori messi a disposizione dell’azienda e direttamente di fronte al punto di erogazione, soprattutto per coloro che si portano da casa la bottiglia da riempire, il latte va consumato previa bollitura e mai crudo. Ciò, oltretutto, è in ossequio a quanto previsto da una normativa voluta dal Sottosegretario della Salute Francesca Martini.

    “Solo dopo la bollitura – ha detto Martini – il latte si può consumare in sicurezza. Soggetti più fragili sul piano sanitario, come bambini, anziani e portatori di patologie, sono più esposti a patologie che possono essere trasmesse con gli alimenti”. E dunque “la bollitura del latte, per chi vuole utilizzare questo tipo di prodotto, è una necessità”. Fra le disposizioni dell’ordinanza, si prevede che in caso di cessione diretta il produttore è tenuto a informare il consumatore con mezzi idonei (come opuscoli) sulla necessità di consumare il latte previa bollitura.

    Finora sono 862 gli allevamenti autorizzati alla produzione di latte crudo e 1111 i distributori registrati.

    L’esigenza di intervenire in tal senso sul piano della sicurezza alimentare è divenuta ancora più pressante dopo la constatazione che molti bambini che avevano consumato il latte, tal quale, si erano ammalati di sindrome emolitico uremica per l’accertata presenza del batterio Escherichia Coli 0157 che alberga in quel latte che non viene pastorizzato né bollito.
    Dall’11 giugno i carabinieri dei Nas hanno svolto controlli sui distributori automatici di latte crudo: 156 le ispezioni, 289 i campioni prelevati (dei quali 155 regolamentari e 129 in attesa di analisi). I campioni non regolamentari a oggi sono risultati 5: 1 carica batterica superiore ai limiti, 1 presenza di aflatossine M1, 1 presenza di Escherichia Coli 0157, 1 positivo allo stafilococco coagulasi, 1 positivo al campylobacter jejuni. Sono stati sequestrati 8 distributori automatici, 4757 litri di latte crudo, una azienda agricola con 315 bovini e 111 suini, 91 capi bovini privi di marci auricolari e un apparecchio per la filtrazione del latte. Dieci le persone segnalate all’autorità giudiziaria o amministrativa.

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