Lattati alti nel sangue: cause, rimedi e cosa fare

Lattati alti nel sangue: cause, rimedi e cosa fare
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    Lattati alti nel sangue: scopriamo quali sono le cause, i rimedi e cosa fare. L’acido lattico viene prodotto dalle cellule per ricavare energia, attraverso un processo di scissione del glucosio in assenza di ossigeno. Quando la richiesta energetica si fa impellente e viene a mancare la disponibilità di ossigeno, si verifica nelle cellule la trasformazione del piruvato in acido lattico. Esistono diversi tipi di lattato deidrogenasi, enzima ampiamente distribuito nei tessuti: LDH1, che prevale nel miocardio, nei globuli rossi e nei reni, LDH2, concentrato anche nei globuli bianchi, LDH3, che è prevalente nei polmoni, LDH4, nel muscolo scheletrico, nel fegato e nei linfonodi, LDH5, caratteristico di queste ultime due parti del corpo.

    Le cause di una concentrazione di lattati nel sangue possono essere varie. Di solito la quantità di acido lattico che viene prodotto da un organismo adulto corrisponde a circa 5-18 mg/ml di sangue. Se l’accumulo va oltre questa soglia, potrebbe risultare dannoso per la salute. Infatti l’acido lattico in eccesso entra subito a far parte della circolazione sanguigna, raggiungendo il fegato, che lo utilizza per ricavarne di nuovo il piruvato e poi il glucosio.

    Di solito l’acido lattico si accumula per la pratica di attività fisica intensa. Altri motivi possono essere dettati dallo sviluppo di un tumore, dall’Aids, dall’assunzione di farmaci anti-iperglicemizzanti, da malattie genetiche che interessano i mitocondri. Altre cause dei lattati alti nel sangue consistono nel consumo eccessivo di alcool, nell’anemia, nella cirrosi epatica, nel diabete, nell’insufficienza renale cronica.

    A volte l’accumulo è idiopatico e non si conoscono bene le cause che ne stanno alla base. Altre volte l’accumulo di acido lattico si verifica in seguito ad una crisi respiratoria. Infatti l’edema polmonare, la broncocostrizione, l’ostruzione delle vie aeree possono determinare una significativa riduzione dell’ossigenazione periferica. Anche un infarto polmonare, un ictus, un’ischemia o un infarto cardiaco possono determinare l’aumento dei lattati.

    L’acido lattico di solito viene riutilizzato dall’organismo all’interno dei muscoli, nei tessuti cardiaci o nel fegato. Soltanto raramente l’acido lattico ristagna in circolo o in specifiche zone del corpo per più di due ore. Di solito in questo modo i suoi livelli più elevati vengono ridotti tempestivamente. La capacità di smaltire l’acido lattico dipende da molti fattori biochimici enzimatici, ma anche muscolari ed epatici.

    Per contrastare l’abbassamento del PH, il nostro organismo ha sviluppato un sistema davvero efficace, che viene chiamato sistema tampone.

    Il nostro corpo secerne il bicarbonato-acido carbonico, capace di tamponare gli ioni idrogeno. In particolare se il problema è causato da un’attività sportiva intensa, come, per esempio, la corsa, si dovrebbero adottare degli allenamenti specifici, per smaltire il più rapidamente possibile l’acido lattico. Si possono svolgere attività utili, come il deaffaticamento muscolare o il recupero tra un esercizio e l’altro oppure delle variazioni di ritmo di intensità dell’attività fisica. Si può garantire un maggior apporto di magnesio ed è possibile ricorrere a prodotti alcalinizzanti come integratori.

    L’acido lattico rappresenta una molecola di scarto, che può essere utile, perché può servire ad ottenere del glucosio. Se il suo accumulo diventa superiore alla capacità di smaltimento da parte dell’organismo, bisogna correre ai ripari. In genere il tutto avviene naturalmente, specialmente in seguito alla pratica di un’attività sportiva, a patto che l’atleta sia fisicamente sano, ben idratato e nutrito. Tuttavia in certi casi, per evitare complicazioni, bisogna ricorrere a delle strategie utili.

    Potrebbe essere importante aumentare l’apporto di magnesio, che si rivela fondamentale per mantenere sani i muscoli e per trasmettere in maniera adeguata gli impulsi nervosi. Il magnesio è presente nei vegetali verdi, nelle banane, nei legumi, nei cereali integrali e nella frutta secca. Quindi potrebbe essere importante curare l’alimentazione, per integrare questo sale minerale.

    Anche il bicarbonato si rivela utile per potenziare il cosiddetto sistema tampone. Può essere utilizzato come integratore alimentare, se viene assunto nell’intervallo che va da 30 minuti a 2 ore prima della performance sportiva. Il bicarbonato, come il carbonato di calcio, intervengono sulle sostanze acide dell’organismo (come appunto l’acido lattico), riducendone il potenziale di acidificazione.

    L’idrato di magnesio e l’idrato di alluminio sono altri due antiacidi che potrebbero rivelarsi utili per contrastare l’azione acidificante prodotta dall’acido lattico. A volte potrebbe essere necessario ricorrere a delle iniezioni di carnosina liquida. Quest’ultima interviene a tamponare l’acido lattico grazie all’azione di una particolare sostanza, chiamata istidina. Potrebbe essere importante ricorrere all’assunzione orale di carnosina qualche ora prima della prestazione sportiva: le dosi raccomandate sono comprese tra i 50 e i 1000 mg al giorno.

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