Lampade abbronzanti: senza precauzioni si rischia la pelle

Lampade abbronzanti: senza precauzioni si rischia la pelle

Si pensi che nessuna precauzione da parte dei titolari o personale di questi centri viene osservata nei confronti dei frequentatori, nonostante le indicazioni dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro a proposito del fatto che è ormai risaputo che, ” il rischio di tumore cutaneo aumenta del 75% se la tintarella diventa un’abitudine prima dei trent’anni

da in Associazioni Consumatori, Malattie
Ultimo aggiornamento:

    Lampade solari

    Torniamo a parlare di lampade abbronzanti riferendoci ad una recente inchiesta condotta dall’Associazione Altroconsumo condotta su 50 Centri abbronzanti sparsi lungo 8 città italiane; il quadro che ne è derivato è abbastanza grave se consideriamo che sul totale dei Centri attenzionati dall’Associazione, sono solo 15 i solarium che hanno ottenuto quella sorta di sigillo di sicurezza che in qualche modo garantisce la tutela della salute di coloro che si sottopongono a questi trattamenti; per tutti gli altri casi a rischio è la salute anzi… come dice Altroconsumo, la pelle!

    Le città interessate all’inchiesta sui solarium da parte di Altroconsumo sono, nell’ordine, Bari, Bologna, Milano, Napoli, Roma, Palermo, Torino, Venezia; dieci a Milano e Roma, 5 per ogni altra città, ottenendo i risultati citati e ciò nonostante l’allarme proveniente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che invitano i cittadini ad una grande cautela quando si recano in questi centri per il rischio cancerogeno che l’Organizzazione ha riconosciuto alle lampade UV. I risultati che dalle visite sono emersi sono sconfortanti vista la mancanza di precauzioni da parte del personale di larga parte di questi centri e soprattutto considerata la mancanza di informazione da dare ai clienti prima e durante i trattamenti ed il dito sulla piaga lo si mette anche nei confronti delle ASL. che controllano poco o nulla a che le norme vengano rispettate.

    Si pensi che nessuna precauzione da parte dei titolari o personale di questi centri viene osservata nei confronti dei frequentatori, nonostante le indicazioni dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro a proposito del fatto che è ormai risaputo che, “ il rischio di tumore cutaneo aumenta del 75% se la tintarella diventa un’abitudine prima dei trent’anni. E dunque è stato notato anche che nel 30% dei casi non sono stati consegnati gli occhialini, pur avendoli richiesti esplicitamente, perché giudicati dagli addetti “non necessari”. Nel 78% dei centri non sono state fatte domande per stabilire il tipo di pelle e le eventuali cautele da adottare.

    In nessun centro sono stati consegnati opuscoli o fogli informativi dove si citassero i farmaci fotosensibilizzanti, come antibiotici, antinfiammatori, per evitare l’insorgere di macchie scure o arrossamenti “.

    Apprezzabile quanto mai a questo punto l’intervento di Altroconsumo che ha inviato una lettera al vice ministro della Salute Fazio, invocandone l’intervento.

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